Destanee Aiava lascia il tennis con un post pesantissimo

L'australiana lascerà il tennis a fine anno: «Un enorme vaff…… a chiunque nella comunità tennistica mi ha fatto sentire meno di ciò che sono»
L'australiana lascerà il tennis a fine anno: «Un enorme vaff…… a chiunque nella comunità tennistica mi ha fatto sentire meno di ciò che sono»
MELBOURNE - Destanee Aiava ha usato parole durissime per ufficializzare il suo addio al tennis per la fine del 2026. Un messaggio di rigetto nei confronti dello sport che ha amato sin da piccola ma che, con gli anni, ha imparato a conoscere più in profondità e che oggi saluta con alcuni concetti davvero pesanti. In carriera la 25enne di Melbourne ha raggiunto quale best ranking la posizione numero 147 nel 2017, vincendo dieci titoli nel circuito ITF in singolare e 14 in doppio. Nel circuito Wta il punto più alto è stato invece il secondo turno agli Australian Open l'anno scorso.
«Il 2026 sarà il mio ultimo anno nel tennis professionistico - comincia così il lungo posto su Instagram - Dal momento in cui ho preso la mia prima lezione al Casey Tennis Club, il tennis è stato la mia intera vita. Ho spesso riflettuto su come sarebbe stata la vita se avessi scelto altro, e se sia valso la pena sacrificare tutto quello che ho sacrificato per questo sport. C’è stato un periodo della mia vita in cui ho raggiunto il punto che arriva prima di sfondare definitivamente, quando il mondo è ai tuoi piedi e niente ti può toccare. Avevo 17 anni, non ero preparata ed ero pericolosamente ingenua rispetto alle conseguenze del credere nelle persone sbagliate. La traiettoria della mia carriera non è più stata la stessa dopo quel tempo.
Il tennis ha dato e ha tolto: «Detto questo, il tennis mi ha dato tante cose cui posso solo essere grata. I luoghi nei quali ho viaggiato che la gente può solo sognare di visitare. Alcuni dei miei migliori amici. Una piattaforma sulla quale condividere la mia storia. Anche quando non avevo un soldo perché li avevo spesi tutti per tentare di farcela. Ma mi ha anche tolto cose. Il rapporto col mio corpo. La mia salute. La mia famiglia. La mia autostima. Lo farei di nuovo? Non lo so, ma una cosa che mi ha insegnato lo sport è che c’è anche una chance per ripartire. Qualche volta ho continuato a giocare perché sentivo di doverlo non solo a me, ma a chiunque mi avesse aiutato attraverso la mia carriera, a tentare a tornare (sulla carta) al livello cui sentivo di appartenere. Altre volte ho continuato perché ero troppo spaventata all’idea di ricominciare. O ero annoiata. Ancora, non sapevo chi ero fuori dal tennis e quale fosse la mia vera passione. Cercavo costantemente quella cosa che mi dava la pace invece del dolore. In altre parole, il tennis era il mio fidanzato tossico».
Il post prende poi una piega molto diversa (per usare un eufemismo, ndr): Voglio dire un enorme “vaff……” a chiunque nella comunità tennistica mi ha fatto sentire meno di ciò che sono. A qualunque scommettitore che mi ha spedito odio o minacce di morte. Alle persone che siedono dietro gli schermi o i social media, commentando il mio corpo, la mia carriera, o qualunque cosa sulla quale volessero fare le pulci. E anche a uno sport che si nasconde dietro ai cosiddetti valori di classe e gentiluomini. Dietro gli outfit bianchi e le tradizioni c’è una cultura razzista, misogina, omofoba e ostile a chiunque non sia all’interno del modello. La vita non è fatta per vivere nella sofferenza o nella stupidità. Il mio obiettivo ultimo è quello di potermi svegliare ogni giorno e dire genuinamente che amo quello che faccio, cosa che penso chiunque debba avere una chance di meritare. Ho 25 anni, ne farò 26 quest’anno e mi sento indietro rispetto a chiunque altro, come se stessi ripartendo dall’inizio. Sono anche spaventata. Ma è meglio che vivere una vita che sia disallineata, o con continui confronti intorno e con il perdersi».




