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«Calciatori con problemi psicologici? Sono tanti. Più di quanti si possa immaginare»

Considerato il più talentuoso dei tre fratelli Rodriguez, Francisco ha giocato sia in Svizzera sia all'estero. Ma alcuni problemi mentali hanno frenato la sua crescita. «Quando ero a Lugano andai in clinica. Ora cerco di aiutare gli altri a superare questi disturbi».
20 Minuten
«Calciatori con problemi psicologici? Sono tanti. Più di quanti si possa immaginare»
Considerato il più talentuoso dei tre fratelli Rodriguez, Francisco ha giocato sia in Svizzera sia all'estero. Ma alcuni problemi mentali hanno frenato la sua crescita. «Quando ero a Lugano andai in clinica. Ora cerco di aiutare gli altri a superare questi disturbi».
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ZURIGO - Esistono famiglie di calcio in cui più membri sono professionisti. Due fratelli non sono una rarità. Pensiamo a Jobe e Jude Bellingham (Dortmund e Real Madrid). O a Iñaki e Nico Williams (Bilbao). O ancora a Lauren e Reece James (Chelsea).Tre fratelli calciatori sono invece decisamente più rari. Ma ci sono. Pensiamo ai tre fratelli Esposito. Oppure ai nostri Ricardo (33 anni), Roberto (35 anni) e Francisco (30 anni) Rodriguez. Tutti cresciuti a Zurigo. Tutti calciatori.

Francisco era il più talentuoso - «Mia madre diceva sempre: "Per favore, anche tu no"», ride il più giovane dei Rodriguez durante un'intervista concessa a 20 Minuten. Molti esperti lo definivano il più talentuoso dei tre fratelli. Tuttavia, la carriera più importante l'ha fatta Ricardo, che oggi gioca nel Betis e resta una colonna portante della Nazionale.

Francisco aveva scelto di percorrere la stessa strada ed era partito giovanissimo. Destinazione? Woflsburg. Come Ricardo. Ma la sua permanenza in Germania non è stata felice e a 21 anni il giovane talento decise di tornare in Super League. All'epoca, il suo trasferimento al Lucerna fu definito un colpo di mercato, mentre qualche anno dopo Francisco passò al Lugano. Un trasferimento che segnò la sua vita.

In Ticino, infatti, Francisco iniziò a soffrire di problemi mentali. «Ricordo ancora come ho giocato una partita anche se non ero presente con la testa. È una sensazione difficile da descrivere». Improvvisamente, però, la vita del trequartista cambiò. I suoi fratelli, con cui ha un legame molto stretto, percepirono subito che qualcosa non andava. «Mi hanno detto che così non poteva continuare». Francisco per un po' provò invece ad andare avanti. Ma poi si fece ricoverare in una clinica. «Mi ha aiutato tantissimo.»

Messaggio ai calciatori: «Parlatene» - «In clinica ho visto persone che erano sole, è estremo dover affrontare una cosa del genere». Grazie all'aiuto professionale, alla famiglia e agli amici, Francisco è riuscito a rimettersi in piedi, a tornare alla vita e al campo da calcio. Ma non è più stato felice come calciatore. Per questo a inizio del 2025 ha deciso di porre fine alla sua carriera da professionista a soli 29 anni.

Da allora ha una missione: «Aiutare i professionisti e le persone a superare i disturbi di salute mentale». Nel suo podcast «Cicoff» e in collaborazione con Aepsy, un'azienda che offre supporto, porta avanti la sua iniziativa sulla salute mentale 99 Percento e il podcast «Chopfsach». Secondo il 30enne, sono soprattutto i giovani a soffrire sempre più spesso di problemi psicologici.

E tra di loro anche molti calciatori professionisti. «Sono molti di più di quanti si possa immaginare. Diversi giocatori della Super League mi hanno già contattato. Parlarne è fondamentale. Non importa con chi». Nel suo caso è stato fondamentale il supporto della sua cerchia di persone. «Aprirsi non è una debolezza, ma una forza. La persona viene spesso dimenticata in questo business.»

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