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ITALIA / VALLESE

«Mio figlio è vivo, e questa è la cosa più importante»

Il padre del 16enne Manfredi, sopravvissuto all'incendio di Crans-Montana, ha parlato con i media fuori dall'ospedale Niguarda di Milano
«Mio figlio è vivo, e questa è la cosa più importante»
AFP
Fonte Afp
«Mio figlio è vivo, e questa è la cosa più importante»
Il padre del 16enne Manfredi, sopravvissuto all'incendio di Crans-Montana, ha parlato con i media fuori dall'ospedale Niguarda di Milano

MILANO - «Mio figlio sta male, però è vivo - e questa è la cosa più importante per noi». A parlare, all'esterno dell'ospedale Niguarda di Milano, è il padre di Manfredi Marcucci, il 16enne romano rimasto gravemente ustionato nell'incendio divampato all'interno del bar Le Constellation di Crans-Montana la notte di Capodanno.

Il signor Umberto spiega che il figlio ha ustioni sul 30-40% del corpo e in particolare sulle braccia, la schiena e i capelli. «È stati colpito dalle fiamme mentre scappava dal locale». Manfredi è vigile e il padre ha potuto parlargli, mentre gli prestava soccorso insieme ad altre due persone. L'uomo spiega che, al momento della tragedia, stava dormendo nella sua casa della località vallesana. Dopo aver ricevuto la telefonata di una mamma è sceso in strada «e c'era una situazione terribile. Ho chiamato Manfredi e, ringraziando il cielo, mi ha risposto».

L'adolescente ha raccontato al padre che, a un certo punto, qualcuno ha urlato "Fuoco", come si è visto nei video che stanno circolando sui social, e da lì le fiamme «si sono diramate in maniera impressionante e velocissima». Le ferite più dolorose sono quelle alle mani, che sono gravemente ustionate. «Tutti quanti avevano le mani così e le ragazze stavano purtroppo peggio, perché avevano la gonna con le calze, mentre i ragazzi avevano i jeans» e questo capo d'abbigliamento ha fornito una maggiore protezione.


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