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SENZA TRUCCO SENZA ING…ARNO«Yakin un allenatore con il guinzaglio»

29.11.23 - 06:30
«Decidendo di non decidere, a Berna hanno nascosto dei tizzoni ardenti sotto la cenere»
Imago
«Yakin un allenatore con il guinzaglio»
«Decidendo di non decidere, a Berna hanno nascosto dei tizzoni ardenti sotto la cenere»
«Non credo che il selezionatore possa prendere decisioni forti, se nemmeno i suoi superiori lo hanno fatto...»
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BERNA - «Anche se abbiamo fatto quattro pareggi e una sconfitta nelle ultime partite di qualificazione, Murat Yakin ha la nostra piena fiducia», ha sottolineato il presidente Dominique Blanc.

«Murat ci ha convinto di essere ancora l'uomo giusto», ha aggiunto il direttore delle squadre nazionali Pier Tami.

La telenovela si è conclusa: Murat Yakin ha incassato una non scontatissima fiducia da parte dei dirigenti dell’ASF e, almeno fino al termine dei prossimi Europei, rimarrà il selezionatore della Svizzera. 

Quella presa a Berna non è però stata la decisione forte che tutti si aspettavano, in un senso o nell’altro. Yakin non è stato condannato, ma nemmeno è stato sostenuto: la data di scadenza del suo contratto è ancora lì, all’orizzonte.

«Va malissimo - è intervenuto Arno Rossini - La scelta della Federazione è stata pessima. Si è creata la situazione peggiore possibile».

Qualificazione guadagnata sul campo.
«L’ho già detto, lo ripeto: pur con prestazioni non convincenti, la Svizzera si è qualificata all’Europeo. Yakin ha dunque fatto il suo lavoro. Ha raggiunto l’obiettivo. Per quel che mi riguarda, era giusto confermarlo. Ciò che mi lascia interdetto è il comportamento dell’ASF. Non credi in Murat? Lo mandi via subito. Ti ha convinto? Gli proponi un rinnovo almeno biennale. Così invece ci troviamo con un selezionatore già indebolito da tante critiche, che arriverà agli Europei con appena un mese di contratto rimanente. Alla prima difficoltà, cosa volete che succeda?».

keystone-sda.ch (PETER KLAUNZER)Murat, si continua.

La situazione diventerà ingestibile.
«Nelle ultime settimane soprattutto, il rapporto tra Murat e il gruppo è sembrato molto difficile. Da qui alla prossima estate immagino quindi che le parti lavoreranno per ricucirlo. Immagino verrà dato molto più peso alle questioni “ambientali” piuttosto che a quelle tecnico-tattiche. Si proverà a insomma riportare calma ed entusiasmo. Non sarà comunque semplice». 

Gli attriti Yakin-senatori?
«Un allenatore è ascoltato quando ha alle spalle un club - in questo caso una federazione - solido e quando ha un contratto lungo. Se manca uno dei due elementi… A questo punto non credo che il selezionatore possa prendere decisioni forti, se nemmeno i suoi superiori lo hanno fatto. Dovrà per forza di cose essere moderato. Sarà insomma un po’ un allenatore con il guinzaglio. Temo che decidendo di non decidere, a Berna abbiano semplicemente nascosto dei tizzoni ardenti sotto la cenere. E questi sono lì, pronti a prendere fuoco alla prima occasione».

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