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CALCIO«Quando è finita le giornate si sono svuotate. Mio padre? Mi basterebbe vederlo dieci secondi al giorno»

02.11.23 - 14:33
L'ex campione della Roma: «Il calcio? Non pensavo che mi facesse così male smettere».
Imago
«Quando è finita le giornate si sono svuotate. Mio padre? Mi basterebbe vederlo dieci secondi al giorno»
L'ex campione della Roma: «Il calcio? Non pensavo che mi facesse così male smettere».
Totti a cuore aperto
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ROMA - Mai banale, un campione, un professionista e senza dubbio una leggenda del calcio. Francesco Totti ha raccontato una miriade di cose in una lunga intervista concessa al Corriere della Sera. 

Come, ad esempio, le enormi difficoltà incontrate nel lasciare quello che era il suo grande amore, ovvero il calcio. «Cosa mi manca del calcio? Tutto. Il ritiro, lo spogliatoio, la maglietta, la sala massaggi. Cavolate? No, erano la mia vita. Mi manca il bar e il caffè con i compagni di squadra, il viaggio in pullman da Trigoria allo stadio. Mi manca la routine che ha fatto la mia vita per decenni. Quando è finita le giornate si sono svuotate. Dopo mi sono sentito solo. Ma ci sta. Finiva una cosa che mi piaceva, che era la mia vita. Io però non pensavo che mi facesse così male smettere quella vita programmata, quella passione che nella mia mente avrei potuto continuare a vivere. Non ho accettato il distacco dal calcio. Il modo in cui è finita la storia con la Roma se mi ha fatto male? Sì, mi è dispiaciuto. La verità è che quando nel calcio non servi più non c’è più rispetto. Se Maldini, Del Piero, Baggio, io siamo fuori dal calcio significherà qualcosa, no?».

La scomparsa del padre - avvenuta nell'ottobre del 2020 - è stata una mazzata. «Era il mio punto di riferimento, era il fulcro della mia vita. Mi mancano il suo sorriso, lo sguardo, la sicurezza che era capace di darmi. Anche oggi, se lo vedessi solo dieci secondi al giorno, mi basterebbe per stare meglio. Pure se non ci dicevamo una parola, ci capivamo. Lui parlava poco. Io peggio di lui. Ma quei silenzi erano pieni. Lui veniva la mattina a Trigoria, portava cornetti, pizza per tutti. Magari non ci incontravamo, ma sapere che c’era mi dava serenità».

Quindi la tanto chiacchierata separazione da Ilary Blasi. «Noi due abbiamo passato venti anni insieme, con tanti momenti molto belli. Ora vorrei solo che trovassimo un equilibrio tra noi capace di proteggere i ragazzi che sono la più grande ragione, per ambedue, di amore. So che non è facile, ma quello che c’è stato tra noi, per tanti anni, è stato importante. Se troviamo questo equilibrio noi due, i ragazzi staranno bene e si sentiranno protetti».

COMMENTI
 

sergejville 3 mesi fa su tio
è così... a non aver mai letto un libro, a non avere (altri) interessi, altre passioni, a non avere valori diversi da quelli che hai sempre avuto... Per certi campioni, il mondo crolla. Totti non è certo il primo a soffrire il dopo professionismo. Ma perlomeno ci sono i soldi che ti possono permettere praticamente ogni cosa; il che non è propriamente un dettaglio. Su, Francé, sveglia.

Tirasass 3 mesi fa su tio
Calcio ok capisco, ma ci sono dei figli quindi un senso diverso e profondo x la vita. Gli auguro di trovare un po' di serenità con la ex compagna e che possano dare il massimo ai pargoletti

cle72 3 mesi fa su tio
La differenza Baggio dal momento che ha smesso, non ha più pensato al calcio, non segue il calcio e non lo guarda. Ha cambiato il suo modo di vivere e si gode la vita, nella sua casa, con la sua famiglia. Un campione anche in questo. Un mito vero.

Stefy43 3 mesi fa su tio
e cosi in tutto il mondo lavorativo, finche servi tutto ok, quando non servi piu ciao

Luchì92 3 mesi fa su tio
Risposta a Stefy43
è vero, purtroppo è così!!

1963hcap 3 mesi fa su tio
Risposta a Stefy43
Io sono uno zero nello sport, calcio ancor di + però mi sembra impossibile nel senso di incomprensibile ke proprio nella capitale italiana, in un Paese dove il calcio è elevato al rango di mito, ci si sia potuti sbarazzare di un giocatore ke ha fatto la storia del Club e mi pare anche della Nazionale... uno ke non si è lasciato attrarre da altre sirene, ke di sicuro l'avranno provato ad ammaliare con offerte di compensi superiori e minori fatiche, ma è rimasto fedele fino all'ultimo minuto di gioco a quella maglia x la quale tanto ha sudato... !!! Di persone così se ne trovano sempre meno in giro, coerenti ed inflessibili nel nome di un ideale, rappresentato in questo caso da una squadra con cui si è gioito e sofferto e ke ha emozionato il suo pubblico... davvero si dimostra ke anche in quel mondo "tutti sono utili ma nessuno indispensabile" e proprio a Roma si avvera il detto "morto un Papa se ne fa un altro"... onore al Capitano di tante battaglie da parte di una come me ke mai si è appassionata a questo sport ma penso ke nel suo caso l'essenza della persona vada ben oltre il suo ruolo sportivo!

cle72 3 mesi fa su tio
Risposta a 1963hcap
La lingua italiana fa rispettata ancor di più che, (e non "ke") una storiella come questa.

Frankeat 3 mesi fa su tio
Risposta a cle72
"va" non "fa" :-)
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