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TOUR DE SUISSE

Grégoire salva la fuga, finale da brividi a Locarno

Il francese vince per un soffio dopo una fuga lunghissima. La maglia gialla Tadej Pogacar accende la corsa negli ultimi chilometri e sfiora una rimonta incredibile.
Grégoire salva la fuga, finale da brividi a Locarno
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Grégoire salva la fuga, finale da brividi a Locarno
Il francese vince per un soffio dopo una fuga lunghissima. La maglia gialla Tadej Pogacar accende la corsa negli ultimi chilometri e sfiora una rimonta incredibile.
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LOCARNO - Il Ticino si conferma ancora una volta terra di grande ciclismo. A sole tre settimane dalla tappa Bellinzona-Carì, che aveva di fatto spalancato a Jonas Vingegaard le porte della vittoria al Giro d'Italia, oggi le strade del Locarnese hanno ospitato una delle frazioni più spettacolari del Tour de Suisse.

Con la classifica generale già in cassaforte dopo l'assolo di ieri di Tadej Pogacar (che ha di fatto ipotecato la corsa fin dalla prima tappa), il percorso ticinese di 157,7 chilometri - impreziosito dal Monte Ceneri, dalla sempre insidiosa Tenero-Contra e dalla salita di Orselina - ha comunque regalato una gara combattuta e ricca di colpi di scena. A esultare sul traguardo è stato il francese Romain Grégoire, superstite, insieme ad altri cinque corridori, di una fuga capace di resistere per una manciata di metri al ritorno furioso del solito Pogacar.

Forte di un vantaggio già rassicurante in classifica, Pogacar e la UAE Team Emirates hanno lasciato spazio all'azione di giornata, nata a circa 110 chilometri dall'arrivo e composta da 14 corridori. Il più pericoloso per la generale era il britannico Finlay Pickering, che alla partenza accusava comunque 4'44" di ritardo dalla maglia gialla.

La fuga ha preso consistenza già nel Sottoceneri e, all'altezza del circuito della Valle di Blenio, il margine ha sfiorato i tre minuti. Alle spalle, però, la UAE ha gestito la situazione con lucidità, avviando una rimonta lenta ma costante. Chilometro dopo chilometro, il vantaggio dei battistrada si è ridotto fino a crollare sulle rampe di Fanghi, dove il gruppo ha cambiato ritmo.

Davanti la corsa si è accesa: scatti, controscatti e selezione hanno spezzato la fuga, costringendo alcuni corridori ad alzare bandiera bianca. Intanto il gruppo dei migliori si avvicinava inesorabilmente e, dopo il Gran Premio della Montagna di Via Consiglio Mezzano, il distacco era ormai sceso a una trentina di secondi.

A quel punto è entrato in scena il solito Pogacar. La maglia gialla ha lanciato l'inseguimento insieme a Vacek e, dopo aver raggiunto Eulalio, ha dato vita a una spettacolare caccia finale. Negli ultimi chilometri, i tre inseguitori e i sei uomini al comando hanno ingaggiato una sorta di cronometro a squadre a distanza, con il margine che si riduceva metro dopo metro.

Alla fine i fuggitivi sono riusciti a salvarsi per un soffio. Sul traguardo di Locarno, Romain Grégoire ha trovato lo spunto vincente in una volata mozzafiato, conquistando una prestigiosa vittoria di tappa. Pogacar, pur sfiorando una rimonta che avrebbe avuto dell'incredibile, può comunque sorridere: la maglia gialla resta saldamente sulle sue spalle e il Tour de Suisse è sempre più suo.

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