Senza neutralizzazione le stime possono far male

Cristina Maderni, Deputata PLR in Gran Consiglio
La questione dell’aggiornamento delle stime immobiliari viene spesso presentata come un fenomeno tecnico, quasi neutrale. Questo è un errore, perché le sue conseguenze toccano aspetti molto concreti della vita quotidiana. Nella realtà, dietro numeri e valutazioni si trovano persone, famiglie e percorsi costruiti nel tempo con impegno e sacrificio. Per molti cittadini, la casa non è un investimento speculativo, ma un traguardo raggiunto dopo anni di lavoro. È un elemento di stabilità, spesso legato a una dimensione emotiva oltre che economica. In futuro il valore amministrativo degli immobili aumenterà, lo ha stabilito la giurisprudenza del Tribunale Federale. In assenza di correttivi, la base su cui verranno calcolate imposte e prestazioni sociali si incrementerà di conseguenza, senza che vi siano stati miglioramenti nella capacità finanziaria dei proprietari. Il punto che desidero sottolineare è che aumentare le imposte e ridurre le prestazioni per soli motivi contabili è irrazionale e ingiusto. È però quello che avverrà in assenza di una neutralizzazione dell’aumento delle stime, colpendo in particolare i proprietari più fragili, i pensionati ed anche una parte significativa del ceto medio. Sono le cifre a venirci in aiuto nel comprendere la portata del fenomeno: si parla di centinaia di milioni di franchi tra maggiori oneri fiscali e riduzione di aiuti, un peso che potrà incidere profondamente sull’equilibrio delle economie domestiche. La domanda che oggi ci si pone è come bilanciare il sistema fiscale con la realtà sociale, come definire un percorso equo capace di riflettere la situazione concreta delle persone e non parametri formali quanto astratti. Attenzione perché, se questo equilibrio si rompe, allora a venire messa in dubbio sarà non solo la logica della fiscalità, ma la tenuta stessa del sistema. Sì, perché ad essere colpiti non saranno unicamente i proprietari ed in particolare chi fra di loro ha meno margine di adattamento, ma anche gli inquilini, siano essi individui, piccole imprese, esercizi commerciali. Il tutto in un contesto già segnato dall’aumento del costo della vita, dove ulteriori pressioni sul potere d’acquisto rischiano di accentuare le difficoltà dei cittadini. Il nodo centrale non è dunque l’ aggiornamento delle stime, bensì il modo in cui le sue conseguenze saranno gestite. Introdurre correttivi ed evitare automatismi favorendo una riflessione consapevole significa oggi riportare il tema nel giusto ambito, quello della responsabilità sociale. Proprio questo è l’obiettivo principale dell’iniziativa sulla neutralizzazione dei valori di stima, che presto sarà sottoposta a voto popolare: evitare che un adeguamento tecnico si traduca in difficoltà per la popolazione e in debolezza per l’economia. Un sistema sostenibile non può prescindere da questo principio: riconoscere che dietro i valori immobiliari non ci sono solo delle cifre, ma tante storie fatte di lavoro e di aspettative per il futuro. Affermare l’equilibrio fiscale e la sostenibilità economica, queste sono in conclusione le ragioni per votare SI il 14 giugno.



