La RSI è un pilastro della cultura ticinese e della musica bandistica

Raffaele Parravicini Vicepresidente
In vista della votazione dell’8 marzo 2026 sull’iniziativa «200 franchi bastano», la Federazione bandistica ticinese (febati) desidera ribadire con chiarezza il valore culturale, sociale e identitario rappresentato dalla Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI) per il nostro Cantone e per il vicino Grigioni italiano.
“La collaborazione tra febati e RSI costituisce da anni un esempio virtuoso di sinergia a favore della cultura ticinese”, dichiara il presidente Luca Sala a nome dell’associazione. “Non si tratta semplicemente di rapporti istituzionali, ma di un impegno condiviso che ha permesso alla musica bandistica di crescere, farsi conoscere e lasciare una testimonianza duratura del proprio operato”.
Nel corso degli anni, grazie alla professionalità e alla competenza della RSI, sono state realizzate registrazioni musicali e produzioni televisive di grande rilievo, come Tacabanda e Bande e cuori. Questi progetti hanno consentito a bande, direttori e compositori di valorizzare il proprio lavoro attraverso strumenti mediatici di alta qualità, creando un patrimonio audiovisivo prezioso per le future generazioni e per gli archivi culturali nazionali.
febati è fortemente convinta che il mondo amatoriale non solo attivo nella musica avrebbe molto da perdere con una RSI forzatamente meno presente sul territorio. L’importante crescita e accompagnamento assicurati dalla RSI hanno arricchito la storia della febati come quella di tante altre realtà già presenti e in divenire. “Le registrazioni e i documenti audiovisivi realizzati con la RSI rappresentano la memoria viva del nostro movimento”, prosegue Sala. “Senza un partner competente e radicato sul territorio come la RSI, molte di queste iniziative non avrebbero potuto vedere la luce con lo stesso livello qualitativo e con la stessa diffusione”.
La RSI svolge un ruolo centrale nella promozione della cultura locale, nella tutela delle tradizioni e nel sostegno alla musica amatoriale e professionale. Attraverso una presenza capillare e un’attenzione costante alle realtà associative, contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza e a dare visibilità a un patrimonio culturale che definisce l’identità del Ticino.
Per febati, il sostegno alla RSI significa sostenere concretamente la cultura ticinese, le sue tradizioni e l’intero movimento bandistico. In un momento in cui si riflette sul futuro del servizio pubblico, l’associazione richiama l’importanza di preservare strumenti che garantiscono qualità, pluralismo, memoria storica e accessibilità culturale sul territorio.
L’8 marzo i cittadini saranno chiamati a esprimersi. febati invita i propri soci e tutti gli interessati alla vita culturale del Cantone a considerare attentamente il valore che la RSI rappresenta per la musica, per le associazioni e per la ricchezza culturale della Svizzera italiana esprimendo un chiaro sostegno alla nostra cultura, alle nostre tradizioni ed al mondo bandistico ticinese.
Per la febati
Raffaele Parravicini
Vicepresidente
febati.ch



