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CHRISTIAN FINI

Proprietari della nostra energia

Christian Fini, candidato al Consiglio nazionale Lista PLR-LEA
CHRISTIAN FINI
Proprietari della nostra energia
Christian Fini, candidato al Consiglio nazionale Lista PLR-LEA
C’era un tempo in cui la Svizzera era il Paese dell’avanguardia energetica e dei grandi progetti elettrici. Oggi, questa accezione è cambiata, e di parecchio. Quasi fatichiamo a produrre energia, dovendoci così affidare al m...

C’era un tempo in cui la Svizzera era il Paese dell’avanguardia energetica e dei grandi progetti elettrici. Oggi, questa accezione è cambiata, e di parecchio. Quasi fatichiamo a produrre energia, dovendoci così affidare al mercato estero. I dati parlano chiaro: per il 30% del nostro fabbisogno siamo autosufficienti e per il restante 70% facciamo capo a fonti straniere, non sempre rispettose dell'ambiente. Una percentuale impietosa che deve cambiare.

Nel dettaglio, il 62% della nostra energia proviene dall’idroelettrico, mentre solo il 9% dalle fonti rinnovabili. I cambiamenti climatici ci impongono adattamenti. Sappiamo che l'acqua diventerà un bene sempre di più prezioso e scarso, tanto da essere protetto e razionato, mentre il sole, che in Ticino crea un irradiamento oltre la media (in alcune zone superiore al 90%) può e deve essere sfruttato per produrre energia e per permetterci di diventare indipendenti dall’estero e portarci verso l'autosufficienza.

A titolo di esempio, solo con la posa di pannelli fotovoltaici sui tetti delle grandi superfici in Svizzera, potremmo produrre un terzo del fabbisogno mensile nazionale.

L’iter per la realizzazione è relativamente semplice. Per un privato, o un’azienda, all'incirca in soli 6 mesi è possibile rendere operativo qualsiasi impianto. Inoltre, grazie ai fondi federali e cantonali la sovvenzione per la realizzazione non è mai stata così interessante come in questi ultimi anni. Ma anche lo Stato (Confederazione e Cantone) deve fare la sua parte, con la posa di pannelli fotovoltaici sulle dighe, sui ripari fonici autostradali, sui tetti degli edifici pubblici, od ogni altra superficie adatta a questo scopo.

Serve dunque una maggiore sensibilità e unità d’intenti, come pure una legislazione più flessibile per chi opera in questi settori e per chi intende rivendere l’energia che produce. Oggi il campo legislativo in questo ambito è una giungla non regolamentata. Ogni singolo Comune o azienda elettrica può indicare liberamente il prezzo d’acquisto, che molto spesso - diciamocelo - è pressoché irrisorio e non incentiva la rivendita.

Torniamo dunque a essere protagonisti e non dei trapezisti senza rete. Torniamo a essere proprietari della nostra energia!

 

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