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L'OSPITEBellinzona, il marciume sotto il tappeto

22.02.22 - 23:00
Giancarlo Jorio, già municipale di Giubiasco
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Bellinzona, il marciume sotto il tappeto
Giancarlo Jorio, già municipale di Giubiasco

Il Consiglio comunale esercita sorveglianza sul Municipio e sull’amministrazione comunale con il paraocchi e condivide evidenti disparità di trattamento? La gestione della cosa pubblica è troppo impegnativa per consiglieri comunali che optano per il quieto vivere e la sudditanza politica?

A fronte di pesanti e documentate accuse che indicano senza mezzi termini che il Municipio omette quanto di competenza alla presenza di reati ipotizzati per infedeltà nella gestione pubblica, abuso di autorità e di danno materiale quantificabile finanziariamente, il Consiglio comunale quale funzione pretenderebbe assolvere negligendo i doveri di controllo dell’amministrazione ed evitando di affrontare con la dovuta responsabilità un documentato ammanco nelle casse comunali come pure anarchia operativa del corpo di polizia comunale?

Avendo il Consiglio comunale di recente deciso di procedere al ricupero dell’importo dei costi assunti dal Comune per la bonifica del terreno dell’ex Petrolchimica (una persona giuridica che non esiste più!), evitare ora di pronunciarsi per un fatto di tutta gravità è ipocrisia pura, non essendo ammissibile che qualcuno stia al disopra della Costituzione e delle leggi dello Stato, sfuggendo responsabilità oggettive che una carica pubblica impone.

Le cariche istituzionali e la funzione obbligano assoluta indipendenza, imparzialità ed equità anche quando si tratta di decidere nel merito dell’operato dell’ex vicesindaco, ex sindaco di Giubiasco e di chi l’ha protetto.

Il danno è stato causato della discarica privata e abusiva di Scarpapè, scivolata a valle per un temporale estivo il 13 luglio 2008. L’importo del danno, valutato dell’ordine di 7-800 mila franchi, è tuttora allibrato a carico dei contribuenti non essendo stata chiesta ai noti responsabili la rifusione dei costi anticipati dal Comune.

Anche il vulnus di un Municipio che non interviene per sradicare documentati comportamenti illeciti del corpo comunale di polizia che si arroga il potere di decidere di omettere l’applicazione delle leggi dello Stato omettendo contravvenzioni, in altre parole determinando mancate entrate per l’erario comunale scrivendo rapporti difformi dalla realtà dei fatti, ergo atti ufficiali falsati, passa senza alcun biasimo.

Istituzioni alla mercé dei Partiti, incapaci di scuotere ataviche resipiscenze non giovano a sradicare “bubboni” e sono il male endemico che osta la crescita di una Città sana.

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