Diego Baratti, Daniel Mitric e Marco Baggi
L'OSPITE
06.09.2021 - 11:300

Un'iniziativa da "Quattro amici al bar"

Giovani UDC, Giovani Liberali Radicali e Generazione Giovani

“Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo…” così comincia una celebre canzone di Gino Paoli, e sembra così cominciare anche la storia dell’iniziativa 99%, che saremo chiamati a votare il prossimo 26 settembre. Infatti, il testo dell’iniziativa, con l’efficace slogan tassiamo i ricchi per redistribuire i poveri ricorda tutti gli infruttuosi tentativi passati dove si è cercato di condire il sistema fiscale svizzero di ideologia e poca lungimiranza, e allontanarsi quindi dalla realtà dei fatti. Di conseguenza, basta prendere il testo d’iniziativa in mano per rendersi conto che i quattro amici al bar non hanno sufficientemente ponderato le conseguenze: ideologia e incertezza prenderebbero il sopravvento, gettandoci in un vicolo cieco, nel nome della lotta di classe.

Se il principio di primo acchito potrebbe sembrare nobile, il contenuto ma soprattutto le conseguenze dirette e indirette dell’iniziativa non lo sono. Precisamente, l’iniziativa andrebbe nella direzione opposta a quella auspicata dai suoi proponenti, minando l’attrattività fiscale della Svizzera e di conseguenza mettendo in pericolo anche posti di lavoro per noi giovani.

Infatti, la fantomatica giustizia fiscale tanto reclamata dagli iniziativisi esiste già: il reddito da capitale è già tassato a livello di società e anche a livello di singoli una volta che questo viene redistribuito sottoforma di dividendo al 100% a livello federale e cantonale (il “privilegio" della tassazione del dividendo al 70% entra in gioco unicamente se si possiede almeno il 10% del capitale, sottopagano tutti il 100%, ma gli iniziativisi stranamente omettono di dirlo…). Queste persone, che non sono quindi dei privilegiati a livello fiscale, se dovesse passare l’iniziativa andranno a pagare l’imposta al 150%, scoraggiando gli investitori: chi sceglierebbe di investire 100 per poi pagare un’imposta su 150? Ovviamente nessuno. Con questa tassazione, gli investitori stranieri non investirebbero più nel nostro paese, e quelli che abitano da noi cambierebbero molto probabilmente il loro domicilio. L’iniziativa porterà quindi meno introiti alle casse dello stato, e a farne le spese saranno ancora una volta i giovani: sappiamo che in tempi di difficoltà i primi ad essere lasciati a casa sono i giovani, mentre anche l’attività imprenditoriale dei giovani sarà vanificata con delle simili situazioni quadro all’orizzonte. Anche ricevere tramite successione l’azienda di famiglia sarà sempre più difficile, mentre con meno contribuenti ricchi nella nostra nazione sarà inevitabile un aumento generalizzato di tasse e imposte.

Le catastrofiche conseguenze che un sì potrebbe portare ai giovani e al nostro paese sono chiare, ed evidentemente non sono state sufficientemente ponderate dagli iniziativisi, che hanno una visione troppo romantica e irreale di come funzionano veramente le cose nella nostra nazione. Sarebbe l’ennesimo tentativo della sinistra di mettere il bastone fra le ruote al nostro ben rodato sistema fiscale svizzero con iniziative fin troppo ideologiche e che peccano di sano realismo. Per questo motivo, Giovani UDC, Giovani Liberali Radicali e Generazione Giovani invitano i giovani e la popolazione ticinese a respingere la pericolosa iniziativa 99% lanciata dai Giovani Socialisti, per garantire un futuro in stabilità economica e politica alla nostra generazione.

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