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13.03.2020 - 18:130

La responsabilità sociale della comunicazione

di Giovanni Luatti, Candidato al Consiglio Comunale di Lugano

Attualmente si sente parlare spesso di responsabilità sociale delle imprese, ovvero la tendenza delle aziende a lavorare e produrre in forma sostenibile, adottando valori etici a beneficio dei dipendenti, del territorio e dell’ambiente, tralasciando la “vecchia” ed unica idea del profitto per gli investitori quale elemento primario del concetto imprenditoriale.    

Questa nozione si è sviluppata in maniera sempre piu’ forte, e fortunatamente nel territorio in cui viviamo, grazie anche a spinte politiche avvedute e ad imprenditori lungimiranti, ha raggiunto eccellenze rilevanti.

Il pensiero centrale di questo breve testo sta nell’evidenziare che questa attitudine dovrebbe essere applicata in maniera sistematica e maggiore anche al mondo della comunicazione.

Si assiste, in misura crescete, che la ricerca della massimizzazione dell’audience, ovvero quello che era per le imprese è la ricerca del massimo profitto, a volte penalizza l’immagine del contesto sociale e territoriale in cui viviamo, dando una percezione esterna negativa e senza dubbio sbagliata.

La comunicazione è un elemento cruciale e complesso soprattutto nella nostra era. Sappiamo per esperienza che una comunicazione sbagliata in ambito aziendale puo’ produrre effetti disastrosi.

Lo stesso effetto, se non amplificato, lo fa una comunicazione non ponderata e responsabile di un determinato territorio, che per il fine di puntare sul “sensazionalismo” ed alla ricerca di audience, non tiene in considerazione, adeguatamente, gli effetti negativi che a volte questa azione produce nel contesto in cui si vive, andando a penalizzare l’intero sistema economico e sociale.   

Applicare dei sani concetti di responsabilità sociale di impresa non significa per un’azienda non guadagnare piu’, ma farlo in maniera moderna, cosciente che ogni azione deve avere una ripercussione positiva nel contesto in cui operiamo, sia essa sociale e/o ambientale.

Ritengo intelligente suggerire che lo stesso approccio dovrebbe essere applicato anche alla comunicazione in generale sia pubblica che privata sia su carta che televisiva e radio di un determinato contesto territoriale, considerando che l’immagine data all’esterno ha ripercussioni dirette sui cittadini.  

Non si vuole additare questo o quel soggetto, ma lanciare semplicemente un monito affinché la volontà di aumentare l’audience (profitto) non si trasformi, a volte, in penalizzazione per l’intero territorio.

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