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Sebastiano OliveriQuanto inquino ogni giorno? Cosa fare?

15.03.23 - 14:00
Consigliere comunale di Caslano, Candidato al Gran Consiglio Candidato, n.63 Lista 14, I Verdi del Ticino
I Verdi di Caslano
Quanto inquino ogni giorno? Cosa fare?
Consigliere comunale di Caslano, Candidato al Gran Consiglio Candidato, n.63 Lista 14, I Verdi del Ticino

Ciò che è importante capire è che ogni nostra azione quotidiana può fare la differenza, e che tutti possiamo dare un contributo importante a favore dell’ambiente.

«Prevenire è meglio che curare» dice il detto popolare, e ha ragione da vendere pensando che ogni azione, se ripetuta da tante persone, può portare a un grande risultato.

Nel nostro piccolo possiamo infatti tutti praticare uno stile di vita sostenibile e adottare alcune piccoli abitudini quotidiane che possono davvero fare la differenza e contribuire a inquinare meno (o a non inquinare affatto).

Un primo passo in tal senso può essere un approvvigionamento energetico sostenibile: con una corretta gestione delle risorse e l’adozione di un comportamento consapevole è possibile ridurre il proprio fabbisogno energetico, ciò che permette di ridurre i costi e di migliorare la qualità della vita. 

Oltre a ciò, il consumo di energia ha anche un impatto ambientale e climatico: risparmiando energia si aiuta l’ambiente. Ma possiamo davvero contribuire, da soli, alla tutela dell’ambiente? 

Sì, visto che la nostra economia globalizzata si basa sui consumi. E dovremmo farlo, visti gli effetti del cambiamento climatico. Molti paesi poveri, ad esempio, sono stati significativamente danneggiati dal consumo di energia dei paesi più ricchi.

Non solo economia, però. I cambiamenti climatici stanno trasformando anche gli equilibri sociali e ambientali del pianeta: temperature insolitamente elevate, siccità e precipitazioni sempre più intense stanno spingendo verso la povertà l’86% dei Paesi del mondo, rendendo ancora più profonde le disuguaglianze nel reddito e rendendo i poveri sempre più poveri.

Va poi ricordato che le sole multinazionali sono responsabili di oltre un terzo delle emissioni di gas serra e dell’inquinamento, che deriva dall’uso di benzina, carburante per jet, gas naturale e carbone termico, ma anche dall’estrazione, raffinazione e consegna di carburanti fini. 

In conclusione, bisogna smettere di aspettare il raggiungimento di livelli critici per intervenire. Oltre alle azioni delle singole persone, le istituzioni devono potenziare e finanziare progetti di ricerca e attività di monitoraggio, intervenendo con provvedimenti riparativi a breve termine (che in questo stato di emergenza possono essere d’aiuto sul momento), e impostando interventi preventivi a lungo termine.

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COMMENTI
 

Don Quijote 1 anno fa su tio
Quanta retorica inutile e quanta poca conoscenza tecnologica. Quando un dogma viene ripetuto in continuazione diventa vangelo per la naggioranza. Mentre un politico consiglia di fare la doccia in gruppo per risparmiare energia e un premio nobel di cucinare la pasta senza far bollire l'acqua, altri geni importano dagli USA gas liquefatto (con dazio ambientale) attraversando l'Atlantico (altro dazio) e poi lo riconvertono in gas pagando un terzo dazio ambientale, non contenti, gli USA con l'introito dello scellerato shopping europeo finanziano con miliardi la follia della guerra in Ucraina. Stiamo parlando di miliardi di tonnellate di sostanze tossiche in atmosfera e nel terreno, e poi spuntano gli ecoisterici che chiedono al cittadino di mangiare mosche e cavalette perché producono meno CO2.

Brus Uillis 1 anno fa su tio
Un intervento nullo, vuoto. un susseguirsi di parole che non dicono niente. Solo ovvietà. Dove sono le risposte pratiche? BLA BLA BLA.... un'esposizione imbarazzante, un buco nero online. E per leggere questo NULLA ho cliccato e consumato l'energia elettrica di server e linee web per niente!
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