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"Escape" è il nuovo singolo dei Sinplus.
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07.05.2020 - 06:000

Il ritorno dei Sinplus alle origini rock: ecco "Escape"

Nuovo singolo per il duo locarnese: decisivo un viaggio in California.

In autunno uscirà invece un album che, promettono, sarà «istintivo, suonato, vero, rock, sexy».

LOCARNO - I Sinplus sono tornati con un nuovo singolo, "Escape", che è solo il primo assaggio dell'album che uscirà in autunno - il primo in tre anni, dopo "This Is What We Are" del 2017. Ne abbiamo parlato con i fratelli Broggini, Gabriel e Ivan.

Con "Escape" date una discreta svolta al vostro sound: cosa vi ha spinto a ritornare in quelli che sono i territori delle vostre origini musicali?
Gabriel
: «Negli anni abbiamo voluto sperimentare e provare approcci differenti, sconfinando anche in generi molto diversi dal nostro. È stato bello e sicuramente arricchente, ma ci siamo resi conto che la cosa che ci diverte di più è fare rock and roll... è molto più affine alla nostra personalità. Le cose che uno sente fino in fondo, sono quelle che vengono meglio. Per noi è un nuovo inizio».
Ivan: «È stato un po’ come esplorare territori sconosciuti per poi capire dove sta casa. La nostra musica stava perdendo la sua magia. Per noi è sempre stato un modo per sfogarsi. In pratica siamo partiti dalla domanda base “ma tu cosa vuoi davvero?”. Puoi anche avere un certo successo, ma se non fai ciò che veramente senti allora che senso ha. A volte è più semplice di ciò che sembra, ma bisogna rischiare e cambiare qualcosa».

Siete stati lontani dalle scene per un paio d'anni: cosa avete trovato in California che vi ha ispirato?
G: «Siamo stati lontani dal Ticino, ma in verità non ci siamo mai fermati. Sono stati anni pieni di emozioni, alti e bassi, ma non abbiamo mai perso la passione per quello che facciamo. Con la California abbiamo da sempre un rapporto molto particolare. Nel caso specifico siamo partiti ognuno per conto suo e abbiamo viaggiato, alla ricerca di quel focus e ispirazione necessaria per continuare il nostro percorso».
I: «Avevamo bisogno di qualcosa desse il “La” a questo cambio. Certamente abbiamo ritrovato quel sano spirito selvaggio. Onde, rock e tante nuove persone, ognuna con la sua storia. Ti rendi conto di come in questo mondo c’è spazio per tutto e tutti. Quindi essere se stessi e seguire l’istinto».

Però avete registrato a Nashville, che è celebre come la Mecca del country...
G: «Non eravamo mai stati a Nashville, la chiamano la città della musica. È un posto incredibile, tutti suonano e c’è musica live di ogni tipo. Non mai sentito suonare così tante band contemporaneamente. Il produttore con cui stiamo collaborando, JT Daly, abita lì… È stato veramente il top lavorare con lui: ci ha aiutato molto, soprattutto nella ricerca del suono che stavamo cercando». 
I: «Nashville devi vederla per capire. C’è musica in ogni angolo della città. In particolare Broadway dove ci sono almeno 50 palchi con musica live dalle 2 del pomeriggio alle 2 di notte. Certamente famosa per il country, ma ora sempre più conosciuta come la “Music City”. Molti musicisti americani si stanno trasferendo a Nashville».

Quale impronta state dando all'album che uscirà a ottobre?
G: «Sta venendo un album molto genuino, che racchiude quelle che sono sempre state le nostre peculiarità. Sarà molto essenziale, soprattutto a livello sonoro: voce, chitarra, basso e batteria.
Ci siamo ispirati a quei gruppi che ci sono sempre piaciuti: The Cure, U2, Jack White, Jimi Hendrix, eccetera».
I: «Istintivo. Suonato. Vero. Rock. Sexy. Abbiamo scritto la maggior parte delle canzoni “jammando”, cioè in freestyle con gli strumenti, facendo ciò che ci veniva naturale. Senza pensarci troppo. A livello di sound ci siamo ispirati alle grandi band che hanno influenzato la nostra vita: dai Joy Division ai The Killers».

Puoi svelarci qualcosa del videoclip, realizzato in collaborazione con gli studenti del CISA, che uscirà venerdì?
G: «Anche nel videoclip abbiamo voluto concentrarci su ciò che caratterizza una rock band, il suonare. Non abbiamo voluto utilizzare troppi effetti speciali e abbiamo mantenuto il tutto molto puro. La scelta di collaborare con gli studenti del CISA è stata sicuramente molto azzeccata. Oltre a essere molto professionali, ci è piaciuto molto il loro entusiasmo…è bello vedere 12-13 persone sul set che sono contente di quello che stanno facendo e che fischiettano la canzone. Oltre a tutti loro, ci teniamo anche a ringraziare EventMore che ci ha fornito tutto il materiale necessario».
I: «Siamo davvero contenti di aver collaborato con il CISA. Ragazzi professionali e motivati. Non sempre bisogna andare lontano per trovare talento. Da subito ci è piaciuto il loro entusiasmo e per noi è fondamentale lavorare con persone motivate. Spesso sia nella musica che nei video “il mood” durante la produzione è la cosa più importante. Quindi star bene ti aiuta nelle piccole scelte e lo senti/vedi nel risultato».

Musica e pandemia: è passata in secondo piano, rispetto ai tanti drammi che abbiamo visto, o è ancora più importante di prima?
G: «La musica è e sarà sempre fondamentale. Sentirlo da un musicista è un po’ scontato, ma è la verità. Credo che nei momenti difficili sia l’unica cosa che possa alleviare sofferenze e preoccupazioni».
I: «Certamente non siamo medici che salvano vite. Permettimi di ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in questo periodo, anche ad esempio le cassiere che hanno svolto un lavoro rischioso ma fondamentale. Mi ha fatto davvero piacere vedere come tanti amici hanno ripreso lo strumento in mano, magari dopo averlo lasciato per anni a coprirsi di polvere in un angolo. La musica è vita e oggi più che mai abbiamo bisogno di qualcosa che ci faccia viaggiare con la testa al di fuori dei confini».

JOHNNY FERRARI
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