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SVIZZERAAlla Posta gli informatici lavorano dal mare

22.02.24 - 12:17
È stata lanciata una fase di sperimentazione di sei mesi a cui hanno partecipato 80 dipendenti su 1400 che comprende il comparto.
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Fonte Ats
Alla Posta gli informatici lavorano dal mare
È stata lanciata una fase di sperimentazione di sei mesi a cui hanno partecipato 80 dipendenti su 1400 che comprende il comparto.

BERNA - Nell'ambito di un progetto pilota la Posta ha permesso ai suoi informatici di lavorare temporaneamente dall'estero e in futuro l'impresa prevede di aumentare ulteriormente i tempi durante i quali ciò sarà possibile.

Per assicurarsi di rimanere un datore di lavoro interessante nel settore, nonostante l'attuale carenza di forza lavoro specializzata, l'azienda sta esplorando nuovi orizzonti, si legge in un comunicato odierno. Tra questi figura la Workation, ossia il lavorare (work) dalla meta delle proprie vacanze (vacation). «Sono soprattutto le generazioni Y e Z a chiedere ai datori di lavoro una maggiore flessibilità: dobbiamo adattarci di conseguenza, poiché i giovani talenti sono il nostro futuro», afferma il CIO (capo-informatico) Wolfgang Eger, citato nella nota.

È stata lanciata una fase di sperimentazione durata sei mesi e a cui hanno partecipato 80 dipendenti su un totale di 1400 che comprende il comparto. Gli interessati hanno avuto la possibilità di essere attivi oltre frontiera per un massimo di dieci giorni «e di approfittare così, per esempio, di un po' più di sole e di mare», argomenta l'azienda postale. «I commenti sono stati molto positivi - afferma Eger -. Il personale ha accolto con gratitudine questa ulteriore opportunità di conciliare lavoro e tempo libero, anche se non tutti hanno approfittato dell'offerta».

Il dirigente intende introdurre il nuovo modello di lavoro in modo definitivo e in futuro la cosiddetta Workation potrà durare fino a un massimo di 20 giorni lavorativi. Per garantire l'osservanza di tutte le disposizioni specifiche di ciascun paese la Posta prevede di collaborare con un partner specializzato nel lavoro a distanza: il collaboratore interessato presenterà una domanda presso tale società, che da parte sua si occuperà di verificare tutta la normativa in materia di assicurazioni sociali e di imposte, nonché il rispetto delle leggi sul lavoro e sull'immigrazione.

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COMMENTI
 

CJ 1 mese fa su tio
Si certo … il prossimo passo è delocalizzare in India …. Li di infornatici c’è ne sono a bizzeffe e magari anche più bravi dei nostri … se un lavoro può essere fatto totalmente da remoto può essere fatto ovunque e coi stipendi rapportati al paese …che saranno forse un decimo dei nostri …il passo successivo sarà sostituire molti lavori tra cui gli informatici con AI … anche li tra 20 anni basterà una frazione di infornatici 10% secondo me per fare lo stesso lavoro di adesso …

vulpus 1 mese fa su tio
Ogni grossa azienda che si rispetti e che tratta dati sensibili, non permette più di accedere ai propri server quando sei loggato su una rete all'estero. La posta probabilmente stà testando questa variante, non tanto per permettere di lavorare quando sei in vacanza ( quando mai?) ma forse per delocalizzare il lavoro a informatici che abitano fuori dal territorio.

Voilà 1 mese fa su tio
La sicurezza e la protezione dei dati è garantita?
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