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SVIZZERAQuando è un algoritmo a decidere del nostro destino professionale

10.11.22 - 23:30
Mondo del lavoro e sistemi decisionali automatizzati: il nuovo progetto svizzero per chiedere maggiore consapevolezza
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Quando è un algoritmo a decidere del nostro destino professionale
Mondo del lavoro e sistemi decisionali automatizzati: il nuovo progetto svizzero per chiedere maggiore consapevolezza

BERNA - A molti potrà essere capitato di essere scartati a un colloquio di lavoro, oppure - se il lavoro lo si ha - di essere invitato a seguire una nuova offerta formativa, finanche a ricevere una valutazione sulla propria produttività. Insomma, fin qui niente di strano: cose che accadono nel mondo del lavoro. 

Professione e algoritmi - Ma che succede quando a valutarci è un sistema automatizzato - per intenderci una macchina - priva di sentimenti e di cui poco o nulla sappiamo? Un'infinita serie di numeri e cifre digitalizzate che decidono del nostro destino professionale, attraverso un astratto sistema di calcolo numerico.

I timori - Dipendere da scelte e decisioni di un algoritmo può davvero fare paura; soprattutto se poi è un’intelligenza artificiale a determinare il destino di un lavoratore, inconsapevole o quanto meno incapace di poter interagire col software decisionale. 

Che fare? - A porsi quindi la domanda di come coinvolgere e tutelare maggiormente il mondo del lavoro (imprenditori, dipendenti, liberi professionisti) nell’uso dei sistemi di calcolo automatizzati è AlgorithmWatch Svizzera che, specializzata in processi decisionali algoritmici e del loro impatto sulle persone, lancia un progetto di ricerca in collaborazione con Syndicom, sindacato dei media e della comunicazione. 

Obiettivo del progetto - Lo studio, che inizierà nel novembre 2022 e durerà fino al febbraio 2024, vuol far sì che i lavoratori possano poter difendere i propri diritti, anche quando a decidere del loro destino è un sistema algoritmico, tecnicamente un automated decision-making (ADM), sistema decisionale automatizzato. 

I rischi - AlgorithmWatch e Syndicom cercheranno dunque di mettere luce sulle zone d’ombra del nuovo modo di decidere, lacune legali comprese. «Oggi è disponibile una moltitudine di algoritmi per reclutare i dipendenti e misurare le loro prestazioni», spiega Angela Müller di AlgorithmWatch Svizzera; con il rischio che il lavoratore non sappia «per cosa, come e da chi vengono utilizzati». 

Sindacato e target - «Se gli algoritmi prendono decisioni al posto del personale addetto alle risorse umane - commenta Daniel Hügli, di Syndicom - il datore di lavoro deve poter essere ritenuto responsabile degli effetti delle decisioni sui dipendenti». Sulla base dei risultati che verranno ottenuti dal progetto (termine febbraio 2024), sarà quindi avviato un processo di coinvolgimento della politica, volto alla tutela di aziende e lavoratori, col fine di garantire coinvolgimento e consapevolezza nell’uso dei sistemi decisionali automatizzati.

COMMENTI
 
Brissago 4 sett fa su tio
Esiste da tempo nella Svizzera Francese,con coinvolgimento di aziende Ticinesi,in poche parole il piano settimanale delle ore lavorative in diverse aziende viene fatto con questo sistema! ci sono dipendenti pagati a ore su chiamata che fanno 15/20 ore quando gli va bene! altri dipendenti mistero della fede ne fanno 50 e rotte! e sistematicamente non sbaglia un colpo! oppure si? dunque pilotato? Sempre mistero della fede!
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