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08.06.2020 - 09:320
Aggiornamento : 16:15

La pandemia di coronavirus si porterà via 100'000 posti di lavoro

Sono queste le previsioni (assai cupe) di diversi esperti, i più toccati? Chi lavora nel turismo, ma anche i negozi

Molti di questi, probabilmente non ritorneranno mai più

ZURIGO - Quasi 100'000 posti di lavoro che spariranno nel nulla, molti dei quali per non tornare più. E tutto a causa della crisi legata alla pandemia di coronavirus. Sono queste le catastrofiche previsioni dell'istituto di ricerca BAK Economics, riportate nell'edizione di oggi del TagesAnzeiger.

L'ondata di licenziamenti, spiegano gli esperti, si abbatterà sulla Svizzera nei prossimi 6-18 mesi: «Fra i vari settori economici, entro il 2021 prevediamo una perdita di circa 95'000 posti di lavoro», spiega Alexis Bill-Körber di BAK. Le persone che rimarranno senza impiego, però, potrebbero essere ben di più in quanto lo studio parla di posti a tempo pieno.

«Si parte dal presupposto che, già quest'anno, il numero di professionisti dipendenti diminuirà dell'1,3%», continua Bill-Körber. Una stima, quella dell'istituto che è più rosea di quelle ufficiali: il di Previsioni congiunturali della Confederazione, infatti, stima che la perdita di posti si attesterà attorno all'1,5% e arrivare a sforare la soglia dei 100'000.

Il turismo sarà il settore più colpito - Con il calo dei visitatori a causa della pandemia, gli esperti non hanno dubbi: il settore del turismo è quello che risentirà di più di questa crisi con perdite stimate attorno ai 30'000 posti. Molti dei quali, probabilmente, non verranno mai più recuperati. A risentirne saranno soprattutto gli stagionali, fetta rilevante del totale dei lavoratori impiegati.

Tremano pure il metallo e... le lancette - Si parla, invece, di almeno 20'000 posti nel metalmeccanico, come ipotizzato dal responsabile dell'associazione di categoria Swissmem, prendendo come termine di paragone la crisi economica del 2008. Quei posti poi, spiega, non sono più ritornati. In difficoltà anche l'industria orologiera svizzera il cui export è precipitato (fino ad arrestarsi) durante i mesi di marzo e aprile, si temono tagli fino a 4'000 posti.

Si preoccupano anche i commercianti - La Swiss Retail Federation si aspetta licenziamenti e anche chiusure di filiali, ma è ancora troppo presto per fare previsioni: «Non abbiamo la sfera di cristallo ma è probabile che molte attività non riusciranno ad arrivare al 2020», spiega il responsabile Dagmar Jenni, «di sicuro non possiamo che essere preoccupati anche perché si tratta di un circolo vizioso: più disoccupazione uguale meno clienti».

 

Commenti
 
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F/A-18 1 anno fa su tio
A chi scriveva gli striscioni ‘’io resto a casa’’ tra un po’ a casa ci resterà sul serio perché sapete cosa vi dico? Quando ci si accorgerà che tanti lavori si possono fare da casa la gente lavorerà da casa, ma non dalle case ticinesi o svizzere ma dall’estero dove tutto costa la metà od anche dieci volte meno. Indi per cui la frittatona è fatta, io penso che chi non è ancora col didietro per terra ci andrà tra non molto.
Tato50 1 anno fa su tio
E i milioni ricevuti quale aiuto dove sono finiti ? Quelli che licenziano scrivono le lettere con la luce a quadretti che entra nelle celle dopo i depositi fatti nelle varie isolette ? -;(( E a pagare sono i poveri cristi-;((
Canis Majoris 1 anno fa su tio
Siamo schiavi di un’economia marcia... saltati centinaia di migliaia di posti di lavoro in tutto il mondo... mi chiedo perché non si cambi sistema..
Blobloblo 1 anno fa su tio
A certi fenomeni che hanno risposto sotto vorrei dire che forse quelli che dovevano mettere via i soldi per i tempi di crisi sono gli imprenditori, mica gli operai.... chi è che cancella i posto di lavoro? Gli impiegati???? Ma dai
lecchino 1 anno fa su tio
Tranquilli! Quelli che avevano appeso in balcone gli striscioni "andrà tutto bene" possono sempre esporli nuovamente. Mentre i #iorestoacasa potranno farlo a tempo indefinito. ... meglio di così!
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