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TAIWAN
06.10.2021 - 10:050
Aggiornamento : 12:14

A "istrice" contro il Dragone: «Entro il 2025 potrebbe invaderci»

Il ministro della Difesa di Taiwan preoccupato dall'escalation militare: «Tensioni ai massimi da 40 anni»

TAIPEI - Ai minimi storici da quarant'anni a questa parte. I rapporti tra Pechino e Taipei si reggono a un filo sottile, con quest'ultima che teme una possibile invasione su vasta scala da parte del Dragone. Al punto da tracciare un possibile orizzonte temporale al prossimo 2025.

Entro quella data, ha avvertito il ministro della Difesa dell'isola di Taiwan, Chiu Kuo-cheng, parlando con il China Times, la Cina «ridurrà al minimo i costi del conflitto. Ne ha la capacità già ora, ma non darà il via facilmente a una guerra, ci sono troppi aspetti da prendere in considerazione». Tuttavia, Pechino ha già iniziato a mostrare i propri muscoli, "tappezzando" i cieli sopra Formosa con oltre un centinaio di aerei da caccia nel giro di 96 ore. La tensione è ai massimi e Kuo-cheng conferma: «È la situazione più dura che abbia osservato in oltre quarant'anni di carriera militare».

Pechino considera da sempre Taiwan come un proprio territorio. E l'intenzione è di riprenderselo, in un modo o nell'altro. Come già detto dal ministro, la Cina avrebbe già la capacità di agire se lo volesse. Gli stormi del Dragone hanno sorvolato anche la regione a sud-est dell'isola, a ridosso della zona militare. «Parlando da militare, vedo l'urgenza di fronte a me», ha detto Kuo-cheng, che ha messo nel conto anche la tendenza all'ipertrofia dell'attuale budget militare cinese. «Le minacce di stampo militare e le provocazioni» sono in aumento e l'escalation, scrive oggi il South China Morning Post, potrebbe essere molto rapida.

Sullo sfondo delle schermaglie troviamo poi gli Stati Uniti, le cui forze si confermano al fianco di Taiwan. E se la piccola nazione insulare potrà fare affidamento su di un sistema di difesa cosiddetto "a istrice" per ripararsi dagli artigli del Dragone e scoraggiarne l'eventuale attacco, gli Usa invece osservano la situazione, forti di una politica che né garantisce né esclude che le truppe a stelle e strisce possano intervenire sul posto nel caso di un'invasione.

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