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04.09.2020 - 13:230

Per una connessione "spaziale": altri 60 Starlink in orbita

Si tratta della dodicesima missione dal mese di maggio del 2019

Attualmente ci sono in orbita 713 satelliti lanciata dalla SpaceX. Ne occorrono poco più del doppio per poter iniziare a offrire i primi servizi

CAPE CANAVERAL - Lanciati dalla SpaceX altri 60 satelliti Starlink: la costellazione dei piccoli satelliti per l'internet globale continua a crescere, preoccupando gli astronomi di tutto il mondo per la loro luminosità che potrebbe interferire con le osservazioni astronomiche. Sono 713 quelli in orbita, sui 1'440 previsti per iniziare ad offrire i primi servizi Internet.

I satelliti sono stati lanciati dalla base dell'aeronautica statunitense a Cape Canaveral con un razzo Falcon 9, che dopo aver terminato il suo lavoro è atterrato sulla piattaforma robotica nell'Oceano Atlantico a largo della Carolina del Sud. Questa è stata la dodicesima missione per portare in orbita i satelliti Starlink, a partire dal maggio 2019.

La costellazione è già in fase di test e i primi servizi internet, secondo Jonathan Hofeller, vice presidente di Starlink, sono previsti appena in orbita ci sarà la prima tranche di 1'440 satelliti. Ma per una copertura globale, che comprende le aree più remote non raggiunte dalla banda larga via cavo, l'azienda di Elon Musk ha in programma di lanciare una costellazione di 12'000 satelliti.

Sin dal primo lancio, tuttavia, gli astronomi avevano espresso il timore che la luminosità dei satelliti, la cui superficie metallica riflette la luce del Sole, potesse disturbare le osservazioni astronomiche. Adesso in un convegno virtuale organizzato da NOIRLab, il centro nazionale Usa per l'astronomia, oltre 250 esperti, tra cui astronomi dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso), hanno discusso con ingegneri e operatori satellitari degli impatti delle costellazioni di satelliti sull'astronomia.

Gli esperti hanno concluso che le grandi costellazioni di satelliti nell'orbita terrestre bassa possono influenzare l'aspetto del cielo notturno, con impatti negativi per le osservazioni astronomiche da Terra. Per mitigare i danni all'astronomia, secondo gli esperti bisognerebbe dispiegare i satelliti ad altitudini inferiori a 600 chilometri, perché ad altezze superiori sono illuminati per tutta la notte durante l'estate e per gran parte della notte nelle altre stagioni, inoltre si dovrebbe rivestire i satelliti di superfici scure o utilizzare ombrelloni per ombreggiare le loro superfici riflettenti.

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