ROMA
20.06.2012 - 20:140
Aggiornamento : 22.11.2014 - 01:13

Un caseificio nel Sahara "verde" di 7000 anni fa

ROMA - Fattorie e allevamenti nel mezzo del deserto del Sahara di 7000 anni fa: nuovi reperti confermano per la prima volta la presenza di antichi insediamenti di pastori "pittori" in grado di lavorare il latte di vacca per renderlo "tollerabile" producendo burro, yogurt e formaggio.

Lo studio pubblicato in copertina da "Nature" - coordinata dall'università britannica di Bristol e con la partecipazione delle università di Milano e La Sapienza di Roma - si basa su una nuova tecnica di analisi che ha permesso di individuare contenuto e data di origine dei residui conservati in alcune ceramiche.

"Siamo riusciti a identificare la funzione e datare alcuni piccoli frammenti ritrovati nel Sahara", ha spiegato Savino di Lernia, dell'Università La Sapienza e uno dei responsabili dello studio. "Si trattava di contenitori utilizzati per la lavorazione del latte e sono i più antichi reperti di questo tipo ritrovati in Africa". La ricerca è riuscita a stabilire che risalgono al 5200 a.C. i residui dei materiali grassi dovuti alla trasformazione in burro, yogurt o formaggio.

La scoperta fa slittare molto indietro nel tempo l'epoca nella quale sono nati i primi villaggi di agricoltori e allevatori, e suggerisce che il latte potesse essere così consumato, nonostante l'intolleranza al lattosio di quelle popolazioni. "Abbiamo sempre immaginato l'esistenza di attività pastorizia testimoniata da alcune immagini rupestri molto esplicative,- ha proseguito di Lernia, - ma fino ad ora non si era trovato il modo di datare questi allevamenti, e non era inoltre possibile conoscere l'uso di questi animali".



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