«La vita dei nostri ragazzi vale quanto la cauzione di Moretti»

L'ambasciatore italiano critica la gestione dell'arresto di Moretti e solleva dubbi sulla cauzione versata.
ROMA - «Aver atteso nove giorni prima di arrestare Jacques Moretti, non aver effettuato perquisizioni presso il suo domicilio, non avergli sequestrato il telefono cellulare, non aver sequestrato anche i carteggi presso il Comune di Crans-Montana ha sicuramente favorito un inquinamento delle prove». Lo ha detto l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado a Bruno Vespa alla trasmissione 'Cinque minuti' su Raiuno.
«Una cauzione di 200'000 franchi per la liberazione di Jacques Moretti è correlata al suo reddito disponibile che pare sia di soltanto 500 franchi. Cauzione peraltro che è stata versata da un donatore misterioso di cui non conosciamo il nome. E 200mila franchi sono l'equivalente del risarcimento previsto dalle autorità vallesane per ogni vittima. La vita dei nostri ragazzi vale quanto la cauzione di Moretti», ha dichiarato Cornado.
«Ho chiesto appuntamento alla Procuratrice Generale svizzera prima di rientrare a Roma, ma lei non me l'ha voluto concedere, dicendo che non voleva avere pressione da parte dell'Italia», ha concluso l'ambasciatore.




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