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ITALIAMilano violenta, in manette i trapper Baby Gang e Simba La Rue

07.10.22 - 07:16
Gli arresti sono legati a un'aggressione con colpi d'arma da fuoco avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 luglio
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Fonte ats
Milano violenta, in manette i trapper Baby Gang e Simba La Rue
Gli arresti sono legati a un'aggressione con colpi d'arma da fuoco avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 luglio

MILANO - I trapper Baby Gang (Zaccaria Mouhib) e Simba La Rue (Lamine Mohamed Saida) sono stati arrestati in un'operazione congiunta di carabinieri e polizia in relazione a un'aggressione a colpi di arma da fuoco avvenuta a Milano nella notte tra il 2 e il 3 luglio scorso in via di Tocqueville, una delle strade della movida. In quell'occasione due senegalesi erano stati gambizzati. Nell'ordinanza, firmata dal gip Guido Salvini, compaiono altre 9 persone (solo una ai domiciliari) e due minorenni, tutti legati all'entourage dei due artisti e accusati a vario titolo di rissa, lesioni, rapina aggravata e porto abusivo di arma da sparo.

Nell'elenco compaiono anche Eliado Tuci (32 anni), tour manager e autista personale di Baby Gang, Paulo Marilson Da Silva (27), considerato il principale manager di Baby Gang e "Instagram Personal Manager" dell'etichetta di cui fanno parte i due artisti, Faye Ndiaga (25) già arrestato il 29 luglio scorso per l'aggressione e il sequestro del trapper rivale Baby Touché, e Mounir Chakib detto "Malippa" (24, unico ai domiciliari), manager di Baby Gang e Simba La Rue.

In riferimento all'episodio del 2-3 luglio, il gip Salvini scrive nell'ordinanza che "non sembra trattarsi di una rissa banale ed estemporanea ma di un episodio di grave violenza e sopraffazione originato da una logica di banda e da una volontà di controllo del territorio". La vicenda ha infatti radici più lontane che vengono spiegate da uno dei senegalesi feriti. L'uomo di 28 anni racconta di aver prestato una carta di credito a una persona legata all'entourage dei trapper e di aver subìto numerose minacce in risposta alla sua richiesta di restituzione. La notte dell'aggressione, temendo di incontrare questa persona (che non compare nel provvedimento) nasconde in un'aiuola davanti al locale una pistola a salve e uno spray al peperoncino. Una volta uscito dalla discoteca, assieme a un altro senegalese e ad altri amici, incontra il gruppo di Simba e Baby Gang: inizia una lite che degenera in pochi secondi.

Il senegalese esplode due colpi per sbaglio (a suo dire) e gli altri, quando si accorgono che è una pistola finta, usano la propria vera al grido di "noi vi ammazziamo" e "guardate che noi siamo la gang". Nella ricostruzione degli investigatori, aiutati dalle telecamere di zona, Baby Gang è immortalato mentre punta una pistola finta contro una guardia giurata arrivata sul posto, Faye compare mentre spara ai due senegalesi, un altro componente colpisce uno degli uomini a terra col gesso del proprio braccio già infortunato e Simba, accoltellato a sua volta il 16 giugno scorso a Treviolo (Bergamo), colpisce usando una delle stampelle. Qualche ora dopo la sparatoria la polizia aveva erroneamente fermato per un controllo Tiémoué Bakayoko, centrocampista francese di origini ivoriane che gioca nel Milan.

COMMENTI
 
volabas56 1 mese fa su tio
A legnat con un srbandol da nosciöla...ma tanti pero'.
Güglielmo 1 mese fa su tio
mei da frasan cui grop....
Mattiatr 1 mese fa su tio
Bé, che vengano giudicati e se caso puniti. In ogni caso faccio notare il bipolarismo della stampa. Talvolta non indicano a malapena il paese in cui l'aggressore abita, indicando forse il cantone di provenienza, mentre in questo caso ci sono nomi, cognomi e pure età.
dan007 1 mese fa su tio
Italia come la Francia
Elisa_S 1 mese fa su tio
Mi hai rubato il pensiero. Le banlieue di Parigi o peggio ancora di Marseille.
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