Una notte sulla luna? La camera vista Terra costa (almeno) 10 milioni

La pazza impresa di un giovane enfant prodige, che ha sedotto la Silicon Valley, vuole rilanciare il nostro satellite... come meta turistica. E pure la Nasa ci stava già pensando.
Le prenotazioni sono già aperte perché, come ogni lungo viaggio che si rispetti, è meglio organizzarsi per tempo. In questo caso, però, non si parla di una semplice meta turistica che, per quanto sia impegnativo raggiungere, si trova pur sempre nel pianeta Terra, ma di un soggiorno in uno splendido hotel sulla Luna.
Non si tratta della trama di un romanzo di fantascienza o di una sensazionalistica trovata pubblicitaria, ma del concreto progetto di una startup statunitense, Galactic Resource Utilization - acronimo GRU - che punta ad aprire il primo hotel sulla Luna nel 2032.
GRU SpaceL'ipotetica vista da una delle camere dell'hotel lunare.La pazza idea di un 23enne che ha sedotto la Silicon Valley
Fondata nel 2025 dall'ingegnere ventitreenne Skyler Chan, la società ha da subito attirato l'attenzione di SpaceX, Anduril e Nvidia, divenuti suoi finanziatori, proprio per la volontà di sviluppare dei progetti d'affari legati alla Luna, oggetto di interesse anche di questi colossi dell'high tech.
Gru Space ha anche ricevuto dei finanziamenti da Y Combinator, il più importante finanziatore di startup a livello globale, e annovera nel suo organico personalità quali Kevin Cannon, ex Cto di Ethos Space, e Robert Lillis, principale ricercatore dell'ultima missione Nasa su Marte e direttore associato presso il Laboratorio di Scienze Spaziali della UC Berkley.
Nella pagina web dedicata al progetto, si viene invitati a cogliere «l'opportunità di entrare a far parte del nuovo capitolo interplanetario dell'umanità», dato che lo stesso non può essere ricondotto ad una mera attività di turismo spaziale, ma «getta le basi per una nuova vita oltre la Terra» con la partecipazione di coloro che avranno avanzato la propria candidatura e superato la selezione finale.
GRU SpaceL'ingresso della struttura.Una camera per più di 10 milioni, per prenotarla si pagano dai 250'000 dollari al milione
Al fine di garantirsi un probabile posto nel programma di viaggio, è necessario avanzare la propria candidatura compilando un form online, ed effettuare un deposito rimborsabile di duecentocinquanta mila dollari, o un milione di dollari, a seconda della tipologia di alloggio scelta, che verrà decurtato dal prezzo finale, superiore ai dieci milioni di dollari, oltre ad una tassa di iscrizione fissa di mille dollari.
«Ho sempre desiderato andare nello Spazio, fin da quando avevo tre anni - ha raccontato Skyler Chan ai media statunitensi - tanto che a sedici anni sono diventato un pilota addestrato dall'Aeronautica Militare. Come molti giovani, sono cresciuto con il sogno di diventare un astronauta (...) ma poi ho iniziato a pensare che avrei avuto un'esistenza più significativa se avessi consentito a tutti di andare nello Spazio».
L'intuizione del giovanissimo ingegnere, laureatosi a Berkley con un anno in anticipo rispetto al piano di studi, è stata quella di voler creare «un terzo pilastro» con riguardo alle missioni sulla Luna. «Fino ad ora, l'economia lunare si è basata quasi esclusivamente su due pilastri: i programmi governativi e le corporate finanziate da miliardari», mancando però un vero e proprio mercato relativo ai viaggi sulla Luna capaci di creare una domanda stabile da parte di soggetti interessati a prendere parte al turismo spaziale.
GRU SpaceCome potrebbero essere ammobiliate le camere.Un hotel portato nello spazio, ma costruito sulla terra
Il progetto messo in campo da Chan è quanto mai ambizioso e concreto, dato che il giovane ingegnere ha scadenzato con precisione le tappe dei lavori che porteranno all'apertura dell'hotel. Nel 2029, infatti, la startup dovrebbe essere in grado di trasportare sulla Luna dieci chilogrammi di materiale con l'utilizzo di un lander lunare commerciale, mentre nel 2031 si prevede il lancio di una struttura gonfiabile in una fossa lunare per testare, in scala ridotta, quella che si andrà a realizzare e che, stando ai progetti di Chan, verrà aperta al pubblico nel 2032.
La missione, come scritto su La Repubblica, «mira ad inviare il primo hotel, interamente costruito sulla Terra, a bordo di un lander lunare per carichi pesanti». La struttura gonfiabile sarà progettata per durare un decennio, e sarà abbastanza grande da ospitare quattro persone alla volta. Ciò potrà avvenire grazie alla collaborazione con il Commercial Lunar Payload Services della Nasa, il programma di servizi di trasporto di merci sulla superficie lunare. Una volta costruito il primo hotel, la società prevede di poter realizzare successivamente anche strutture più complesse ed esteticamente curate, utilizzando dei mattoni di regolite, ossia la sabbia di cui è formata la superficie lunare, e ispirate all'hotel Palace of Fine Arts di San Francisco.
Non pago dell'idea di costruire la prima struttura permanente al di fuori della Terra, Gru prevede la costruzione anche di strade, magazzini e altre infrastrutture. «Viviamo in un momento di svolta in cui possiamo davvero diventare interplanetari prima di morire. Se avremo successo, miliardi di esseri umani nasceranno sulla Luna e su Marte e potranno sperimentare la bellezza della vita lunare e marziana» ha dichiarato Skyler Chan all'Observer.
GRU SpaceL'hotel visto da davanti, nella sua interezza, nel trailer di presentazione pubblicato sul web.Il turismo lunare piace anche alla Nasa
Il progetto di Chan è perfettamente in linea con gli obiettivi governativi degli Stati Uniti in merito al settore del turismo lunare. Anche la Nasa, da tempo ormai, sta sviluppando delle missioni spaziali che dovrebbero nuovamente riportare l'uomo sulla Luna, e progettando dei sistemi per costruire delle basi scientifiche permanenti. L'interesse per l'affascinante satellite, però, non è unicamente statunitense, ma sono diverse le nazioni al mondo impegnate in progetti simili.
Così come il programma della Nasa, denominato Artemis, mira a costruire sulla Luna un campo base, dotato di energia e strumentazioni tecnologiche, che possa rendere la presenza umana stabile, allo stesso modo il progetto congiunto della Russia e della Cina mira a costruire una centrale elettrica lunare automatizzata entro il 2035 che sia a disposizione della International Lunar Research Station, Ilrs, il progetto internazionale guidato proprio dai due Paesi citati, volto a implementare la presenza umana sul suolo lunare a scopo scientifico e sfruttarne le risorse naturali.
Anche l'avveniristica società statunitense Icon, nota per l'utilizzo della stampa in 3D e l'utilizzo di tecnologie avanzate, ha messo in campo un progetto di costruzione denominato Olympus, riassunto nella frase “è ora di tornare, questa volta per rimanere”. Si tratta “del progetto di costruzione più ambizioso della storia umana che spingerà la scienza, l'ingegneria e la tecnologia verso vette inesplorate”, e che grazie alla tecnologia di stampa in 3D di Olympus dovrebbe trasformare la regolite lunare in un materiale da costruzione. Si pensa a delle “strutture robuste che forniscano la migliore protezione termica, dalle radiazioni e dai micrometeoriti rispetto a quello che possono fornire delle strutture gonfiabili” in chiaro riferimento al progetto di Gru Space.
GRU SpaceUno... o più? Il futuro del turismo lunare, secondo GRU Space.Acqua, ossigeno e coltivazioni nello spazio
Se, quindi, i progetti ambiziosi non mancano, altra cosa è dare per certo che si potrà avere una presenza umana stabile sul satellite. Secondo un approfondimento dell'Institute of Physics, un istituto scientifico senza fine di lucro con sede a Londra, pur mettendo da parte la difficoltà, per ora insormontabile, di poter trasportare del materiale pesante sulla superficie lunare, quale rifornimento di cibo e materiali da costruzione, vi sarebbe poi la necessità di produrre aria respirabile e trovare delle fonti d'acqua.
Se il primo problema sarebbe in qualche modo risolvibile, considerando che il suolo lunare è composto al 42% di ossigeno, altra cosa è reperire dell'acqua che, pur non esistendo in forma liquida, potrebbe presentarsi in forma solida. Nel 2018, infatti, la Nasa ha confermato la presenza di ghiaccio che, idealmente, potrebbe essere utilizzato dai futuri coloni lunari. Altro nodo da sciogliere è quello del rifornimento di cibo: il suolo lunare è ricoperto da una sabbia estremamente sottile che si erode facilmente, ricca di metalli tossici e altri composti dannosi per la crescita delle piante.
Gli scienziati stanno comunque portando avanti degli esperimenti nei quali si tenta di coltivare delle piante in un terreno che presenta delle condizioni simili a quello lunare e, ad oggi, si è visto che la presenza di vermi e lombrichi che riciclano la materia organica porterebbe dei benefici nella struttura del suolo. Al vaglio degli scienziati, e delle società governative e private interessate dal progetto della costruzione di insediamenti umani sulla Luna, vi sono, come visto, anche gli strumenti da adottare per poter costruire dei moduli abitativi dotati di energia e di una robusta schermatura contro le radiazioni spaziali, capaci di danneggiare la strumentazione elettronica e causare danni permanenti all'organismo umano.
Appendice 1
Gallery
GRU SpaceL'ingresso della struttura.
GRU SpaceL'ipotetica vista da una delle camere dell'hotel lunare.
GRU SpaceCome potrebbero essere ammobiliate le camere.
GRU SpaceUno... o più? Il futuro del turismo lunare, secondo GRU Space.
GRU SpaceL'hotel visto da davanti, nella sua interezza, nel trailer di presentazione pubblicato sul web.



