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YEMEN
23.01.2022 - 11:420

Attacco aereo alla prigione di Saada: sale il bilancio delle vittime

Medici senza Frontiere riferisce di 82 morti e almeno 266 feriti

SANA'A - Sono 82 le vittime e almeno 266 i feriti provocati dall'attacco aereo della coalizione guidata dall'Arabia Saudita sulla prigione di Saada, in Yemen, due giorni fa: lo riferisce oggi Medici Senza Frontiere (Msf) che cita il ministero della salute yemenita e sottolinea che il bilancio dei morti è destinato ad aumentare.

In un comunicato Msf riporta anche le testimonianze di due membri del suo staff che vivono a Saada nelle vicinanze della prigione colpita: questi hanno riferito di aver sentito aerei da combattimento e tre diverse esplosioni. «Non si può negare ciò che è evidente: è stato un attacco aereo, lo hanno sentito tutti a Saada», ha detto uno di loro: «Vivo a un chilometro dalla prigione e la mia casa ha tremato per le esplosioni», ha aggiunto.

Da parte sua, la coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha definito «infondate e ingiustificate» le segnalazioni sull'attacco alla prigione e ai detenuti. Tuttavia, un membro dello staff di Msf ha confermato di aver visto la prigione distrutta, mentre un altro operatore ha riferito che l'ospedale cittadino di al-Gumhouriyyeh era pieno di feriti. «L'ospedale è in difficoltà, ci sono feriti sdraiati a terra», ha raccontato il membro dello staff di Msf: «Non ci sono abbastanza letti per tutti»

Msf ricorda inoltre che subito dopo l'attacco aereo ha donato forniture mediche all'ospedale di al-Gumhourriyeh e lo stesso giorno ha fatto partire da Sanaa un furgone con altre donazioni.

«Questo è l'ultimo di una lunga serie d'ingiustificabili attacchi aerei della coalizione guidata dall'Arabia Saudita su luoghi come scuole, ospedali, mercati, feste di matrimonio e prigioni», ha commentato Ahmed Mahat, capomissione di Msf in Yemen. «Dall'inizio della guerra in Yemen abbiamo spesso assistito ai terribili effetti dei bombardamenti indiscriminati della Coalizione, e i nostri stessi ospedali sono stati attaccati», ha aggiunto.

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