Keystone
ITALIA
25.05.2020 - 18:190

Pedofilo comasco incastrato da un sacchetto della spesa

Si trovava sullo sfondo di un video sul dark web in cui abusava di una bimba, a notarlo gli inquirenti americani

COMO - È stato tradito da un sacchetto della spesa di un supermercato italiano che compariva casualmente sullo sfondo del video, che voleva vendere sul web, in cui abusava di una bambina di età pre-scolare.

La segnalazione che il video pedopornografico era stato messo in vendita online era arrivata dagli Stati Uniti, e proprio quel particolare ha permesso agli inquirenti di risalire all'autore e protagonista, un italiano.

Così l'uomo, disoccupato comasco trentenne, è stato arrestato per violenza sessuale aggravata, detenzione e produzione di materiale pedopornografico dalla polizia postale di Milano. I poliziotti sono arrivati a lui scandagliando l'oscuro mondo del "deep web".

Voleva piazzare il video era, ma non è stato sufficientemente accorto. Gli agenti sono così riusciti a risalire all'indirizzo ip del suo computer, e quindi a lui. Lo hanno arrestato con un blitz nella sua casa comasca.

Lì si è non solo è stato trovato il video che l'uomo intendeva vendere, ma si è scoperto che le scene di violenza sessuale con la bambina di meno di sei anni avevano proprio lui come protagonista ed erano state girate a casa sua.

Da quello che hanno ricostruito gli investigatori, l'uomo è riuscito in più occasioni a rimanere da solo in casa con la piccola. La bambina veniva drogata con un medicinale contenente un sedativo che non lascia tracce nel sangue, e quindi sottoposta a violenze. Anche il medicinale è stato acquistato sul deep web e sono stati avviati accertamenti anche su questo aspetto.

La polizia ha sequestrato la telecamera utilizzata per le riprese, mentre nel computer del trentenne e in un disco fisso esterno sono state trovate più di duemila fotografie e circa trecento video, principalmente pornografici e con protagonisti minori e bambini.

Interrogato dal gip di Como in rogatoria (la competenza è della Procura di Milano che indaga con il pool fasce deboli guidato dal procuratore aggiunto Letizia Mannella), ha ammesso le sue responsabilità.

Aveva pensato che così come lui pagava per acquistare video con minori sul web, allo stesso modo altri sarebbero stati disponibili a pagare e questo gli avrebbe permesso di fare affari con i bitcoin.

È stato trasferito in un carcere dove sono detenuti persone accusate di gravi reati sessuali.

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