BELGIO
29.03.2016 - 16:300
Aggiornamento : 18:28

L'FBI avvertì sui Bakraoui pochi giorni prima dell'attentato

Il 17 marzo è stato anche stabilito un contatto diretto tra la polizia olandese e quella belga.Network kamikaze in Europa già dal 2014

BRUXELLES - L'FBI ha trasmesso alla polizia olandese informazioni sui precedenti criminali ed estremisti di due kamikaze, i fratelli Ibrahim e Khalid El Bakraoui, il 16 marzo, sei giorni prima degli attentati di Bruxelles. Il 17 marzo è stato anche stabilito un contatto diretto tra la polizia olandese e quella belga, ha detto il ministro olandese della giustizia, Ard van der Steur davanti al Parlamento dell'Aja.

Il ministro olandese ha spiegato che l'FBI li aveva avvertiti che "i due fratelli erano ricercati dai belgi" (per violazione dei termini di custodia, ndr), ed avevano aggiunto le informazioni sui loro precedenti penali e sul fatto che erano estremisti. Il giorno dopo, cioè il 17 marzo, i due fratelli Bakraoui sono stati al centro di una discussione tra autorità belghe ed olandesi.

Ibrahim El Bakraoui è stato rinviato dalle autorità turche in Olanda il 14 luglio 2015, dietro sua richiesta. Del resto, spiega il ministro olandese, grazie a Schengen è possibile chiedere di tornare in qualunque Paese appartenente all'area di libera circolazione. I turchi hanno avvertito l'Olanda dell'espulsione, ma all'informazione non ha fatto seguito nessuna azione.

Ibrahim El Bakraoui non era più registrato nel sistema di ricerca internazionale. E dall'aeroporto di Schipol Amsterdam, ha proseguito indisturbato il suo cammino.

Da parte sua l'FBI aveva invece messo Ibrahim sulla sua lista di terroristi da sorvegliare il 25 settembre. Il ministro Ard Van der Steur ha detto di voler incontrare le autorità americane per condividere le informazioni sulla loro 'watchlist'.

Network kamikaze in Europa già dal 2014 - La "armata" jihadista dell'Isis era già presente in Europa all'inizio del 2014, mesi prima che Abu Bakr al Baghdadi proclamasse la nascita del Califfato. Lo scrive il New York Times, citando fonti di intelligence e giudiziarie europee e statunitensi.

Oltre a porre le basi per il radicamento del network terroristico, i jihadisti hanno compiuto alcuni attacchi per "testare" la capacità di reazione delle forze di sicurezza. Tra questi, il NYT annovera l'assalto al museo ebraico di Bruxelles del maggio 2014 (4 morti), "derubricato" dalle autorità come il gesto compiuto da uno squilibrato. L'attentatore, Mehdi Nemmouche, aveva invece intensi contatti con Abdelhamid Abaaoud, la "mente" degli attacchi di Parigi.


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