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18.05.2021 - 16:460
Aggiornamento : 18:53

La vaccinazione salva vite ed erezioni

Disfunzione erettile come postumo del Coronavirus. La ricerca lo conferma.

In alcuni casi la soluzione è stata l'intervento chirurgico. Gli esperti invitano a proteggersi

MIAMI - All'inizio si sosteneva che il Coronavirus Sars-CoV-2 attaccasse solo i polmoni. Oggi sappiamo che l'agente patogeno può causare gravi danni all'intero organismo. E ovunque ci siano vasi sanguigni.

Il membro maschile non fa eccezione. I ricercatori dell'Università di Miami lo segnalano sul "The World Journal of Men's Health". La diffusa disfunzione dei vasi sanguigni (disfunzione endoteliale), che deriva dall'infezione da Covid-19, potrebbe quindi portare a disfunzione erettile, perché le arterie non possono più fornire al pene abbastanza sangue per l'erezione.

«Nel nostro studio abbiamo scoperto che gli uomini che non avevano precedentemente problemi d'impotenza, hanno sviluppato una disfunzione erettile piuttosto grave dopo l'infezione da Covid-19», spiega Ranjith Ramasamy, direttore del programma di urologia riproduttiva presso l'Università di Miami Miller School.

Tracce del virus trovate nel tessuto del pene - Mentre gli scienziati si concentravano sulla possibilità di trasmettere il virus per mezzo dello sperma, il team di Ramasamy ha studiato il tessuto stesso del pene. I ricercatori hanno esaminato due pazienti, che hanno subito un intervento di protesi a causa di una disfunzione erettile. Uno dei due era stato ricoverato in ospedale per Covid-19, l'altro aveva avuto un decorso lieve della malattia. Entrambi gli uomini avevano una funzionalità del membro riproduttivo normale fino all'infezione.

Risultato: Ramasamy ei suoi colleghi si sono imbattuti in particelle di Coronavirus nel tessuto del pene di entrambi. Ciò coincide con i risultati di uno studio precedente del team, nel quale erano stati in grado di rilevare il virus nel tessuto testicolare di persone precedentemente infette.

Nello studio attuale, hanno anche trovato segni di disfunzione endoteliale, sebbene dall'infezione fossero trascorsi sei/otto mesi. Altri due pazienti, nel loro caso senza nessuna infezione da Covid pregressa, si sono sottoposti allo steso intervento chirurgico di protesi peniena, tuttavia, non hanno mostrato segni di questi disturbi vascolari.

«Consigliamo di vaccinarsi» - «Questo suggerisce che la disfunzione erettile potrebbe essere un effetto collaterale del virus», ha sottolineato Ramasamy nel suo comunicato stampa. Il suo collega, il medico Eliyahu Kresch, aggiunge: «Questi ultimi risultati sono un altro motivo per cui tutti noi dovremmo fare del nostro meglio per evitare il Covid-19. Consigliamo di vaccinarsi e di proteggersi dalle infezioni».

Quanti uomini siano stati colpiti da questi strascichi dell'infezione non può essere attualmente quantificato con precisione. Tuttavia, ve ne sarebbero diversi. Ad esempio, il sessuologo francese e coordinatore scientifico della piattaforma di consulenza medica online per la salute sessuale degli uomini, Charles.co, ha osservato un aumento significativo dall'inizio della pandemia di disfunzioni erettili. Secondo uno studio condotto da scienziati dell'Università di Roma, la disfunzione erettile si verifica nei pazienti Covid 19 significativamente più spesso rispetto alle persone che non sono state infettate da Sars-CoV-2.

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