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STATI UNITIInfine inizierà la transizione verso la presidenza di Joe Biden

24.11.20 - 07:36
Dopo l'esito del riconteggio in Michigan la General Services Administration ha dato il suo nullaosta
keystone-sda.ch / STF (Carolyn Kaster)
Fonte Ats
Infine inizierà la transizione verso la presidenza di Joe Biden
Dopo l'esito del riconteggio in Michigan la General Services Administration ha dato il suo nullaosta

WASHINGTON D.C. - A quasi tre settimane dalle elezioni, la responsabile della General Services Administration (GSA) Emily Murphy ha riconosciuto formalmente Joe Biden come l'apparente vincitore delle presidenziali, spianando la strada al processo di transizione dei poteri che Donald Trump teneva bloccato con i suoi ricorsi contro presunti brogli elettorali.

È il primo riconoscimento dell'amministrazione Usa della sconfitta di Trump, con quest'ultimo costretto a dare disco verde all'inizio della transizione, pur evocando minacce contro la Murphy e la volontà di proseguire la sua battaglia legale.

La GSA ha informato il team di Joe Biden che ora può contare sui fondi e le risorse federali previsti e che i suoi consiglieri possono cominciare a coordinarsi con quelli del presidente uscente.

La mossa è arrivata dopo che la commissione elettorale del Michigan ha certificato l'esito elettorale contestato da Trump, e il crescente numero di parlamentari repubblicani che denunciava il ritardo nel trasferimento pacifico dei poteri.

Un ritardo, accusavano Biden e il suo staff, che minacciava la sicurezza nazionale e la capacità della nuova amministrazione di pianificare efficacemente la lotta alla pandemia. Il presidente eletto era tagliato fuori anche dal briefing dell'intelligence.

Trump ha dovuto arrendersi di fronte alla decisione della Murphy, ringraziandola su Twitter per la sua «salda dedizione e lealtà al nostro Paese» ma denunciando che è stata «tormentata, minacciata e maltrattata», assicurando che «il nostro caso continua, proseguiremo la battaglia e credo che vinceremo». 

Nella sua lettera, la responsabile dell'agenzia governativa sostiene di non aver «mai subito pressioni direttamente o indirettamente da alcun dirigente della branca esecutiva, compresi quelli che lavorano alla Casa Bianca o alla GSA».

E giustifica il ritardo della sua decisione affermando che non voleva anticipare il processo costituzionale del conteggio dei voti e scegliere un presidente.

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