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BELGIOPreoccupazioni da Liegi, «la Lombardia della seconda ondata»

22.10.20 - 14:13
L'allarme è lanciato da un dottore del reparto di terapia intensiva di un ospedale locale
Keystone
Fonte ats ans
Preoccupazioni da Liegi, «la Lombardia della seconda ondata»
L'allarme è lanciato da un dottore del reparto di terapia intensiva di un ospedale locale
Il tasso di positività in Belgio ha raggiunto il 16,3% su scala nazionale e il livello record del 24,5% nella regione di Bruxelles

LIEGI - «Siamo la Lombardia della seconda ondata», ha detto lunedì Philippe Devos, medico in terapia intensiva presso l'ospedale CHC della città di Liegi, come riporta il giornale belga EuObserver.

La provincia belga di Liegi (Liège), che conta quasi 35'000 persone contagiate, e dove gli ospedali sono sempre più pieni, sta venendo paragonata a Bergamo, dove durante il picco della prima ondata le strutture sanitarie non erano in grado di tenere il passo con l'aumento dei ricoveri. «La nuova Bergamo» titola ad esempio La Dernière Heure, quotidiano con sede a Bruxelles.

«La situazione è preoccupante» ha spiegato Devos in un'intervista al quotidiano Le Soir, e in effetti, i numeri attuali nel sud del Belgio sono i più alti d'Europa. «Dallo scorso weekend la situazione è peggiore di quella di marzo» ha poi aggiunto il medico.

La paura è quella di un sovraccarico degli ospedali, che potrebbe avvenire nei prossimi giorni. Per evitare il peggio, gli ospedali hanno rinviato tutte le operazioni non urgenti e hanno vietato le visite, per ridurre al minimo ogni possibile vettore di contaminazione.

«Spero che le altre province ci aiutino, perché altrimenti sarà davvero complicato», ha poi proseguito il dottore, che ha confermato come «i posti cominciano a scarseggiare, e non saranno assolutamente sufficienti per gestire il flusso di pazienti Covid, ma anche degli altri, ad esempio vittime di incidenti stradali o di altro tipo».

L'appello finale di Devos è uno: «Se volete aiutarci, rispettate le misure, indossate la mascherina!».

Chiusure e coprifuoco - Nel frattempo nel Paese hanno preso il via delle nuove misure di contenimento, con la chiusura di bar e ristoranti ed il coprifuoco dalla mezzanotte alle cinque del mattino.

Con 10'539 decessi legati al coronavirus dall'inizio della pandemia, il Belgio è il secondo Paese al mondo che conta il maggior numero di morti in rapporto alla sua popolazione. Il tasso di positività, ovvero la proporzione di persone positive su tutte quelle testate, ha ora raggiunto il 16,3% su scala nazionale e il livello record del 24,5% nella regione di Bruxelles.

Il Belgio, secondo l'ultimo aggiornamento di questa mattina dell'Istituto di sanità pubblica di Sciensano, ha superato i 3mila pazienti attualmente ricoverati in ospedale per Covid-19. Superata anche la soglia dei 300 ricoveri al giorno.

Complessivamente, sono 3'274 i pazienti attualmente ricoverati in Belgio per Covid-19 (+10% rispetto ai sette giorni precedenti) e 525 sono trattati in terapia intensiva (+ 8%). Tra il 15 e il 21 ottobre i ricoveri nel Paese hanno continuato ad aumentare e si attestano a una media di 319,1 al giorno (+ 88%). Le nuove infezioni da coronavirus giornaliere, calcolate tra il 12 e il 18 ottobre, hanno raggiunto ora la soglia media di 9'693 (+75% rispetto ai sette giorni precedente).

La situazione si presenta seria nella regione di Bruxelles e in Vallonia, in particolare nelle regioni di Hainaut e Liegi, dove gli ospedali sono sull'orlo della saturazione e un centinaio di focolai epidemici sono stati individuati nelle case di riposo.

Wilmès in terapia intensiva - La ministra degli Esteri belga ed ex premier, Sophie Wilmès, 45 anni, precedentemente risultata positiva al Covid-19, è al momento ricoverata in terapia intensiva.

Lo riporta la stampa belga dopo la conferma del portavoce di Wilmès, che ha precisato che tuttavia «la sua condizione è stabile». 

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