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VALENTINA ARICÒ-RESPINI

Una mobilità che va piano o un piano della mobilità che non va?

Valentina Aricò-Respini, Candidata PLR in Gran Consiglio.
Valentina Aricò-Respini
Una mobilità che va piano o un piano della mobilità che non va?
Valentina Aricò-Respini, Candidata PLR in Gran Consiglio.
Una frase che appare come un groviglio di parole. Una sentenza che sembra annodarsi su se stessa. Un groviglio, un annodarsi; sì vi parlo di traffico e di congestionamenti. Un problema che costantemente riappare, a ogni bollettino radio del m...

Una frase che appare come un groviglio di parole. Una sentenza che sembra annodarsi su se stessa. Un groviglio, un annodarsi; sì vi parlo di traffico e di congestionamenti.

Un problema che costantemente riappare, a ogni bollettino radio del mattino o del pomeriggio, a ogni festività primaverile-estiva, a ogni campagna elettorale.

Negli ultimi anni l’aumento del numero di macchine che circolano nel nostro Cantone aumenta, la frequenza di auto con un solo passeggero a bordo cresce e il sistema dei mezzi pubblici fatica a stare dietro a questa corsa frenetica che sempre troppo spesso si interrompe drasticamente sul piano di Magadino, al portale del Gottardo, lunga la A2 da Melide al dosso di Taverne o alla dogana di Chiasso.

E se la mobilità va piano, purtroppo non viaggia a gran velocità una pianificazione territoriale e uno sviluppo delle infrastrutture che si sviluppi con lo scopo di connettere i diversi poli del nostro Cantone.

Negare che siano stati fatti degli investimenti in tal senso sarebbe inopportuno; ricordo le recenti galleria di base, il raddoppio del binario tra Gordola e il ponte sul Ticino, il nuovo svincolo autostradale di Mendrisio.

Negare che si stiano svolgendo degli importanti investimenti in tal senso sarebbe inopportuno; ricordo la nuova fermata di Minusio, il semisvincolo di Bellinzona o il Tram-treno di Lugano.

Tanto ancora può e deve essere fatto partendo da un piano della mobilità che viaggia però a una velocità maggiore di quanto non faccia la mobilità stessa al fine di colmare il gap che in questi anni si è formato tra quanto realizzato e quanto è pianificato. Opere come il collegamento A2-A13, il completamento a sud di Alptransit e il potenziamento della A2 tra Lugano e Melide devono rispondere il prima possibile alle richieste e alle esigenze del nostro Cantone in termini di esigenze dal punto di vista del lavoro, del turismo e degli spostamenti privati quotidiani e non.

Per concretizzare la spesso citata città Ticino, occorre un piano della mobilità agile, dinamico e orientato al futuro.

La mobilità del nostro Cantone parte da questi investimenti, da un servizio pubblico innovativo e diffuso, ma deve giungere fino a una maggiore sensibilizzazione del singolo cittadino che deve essere reso consapevole di avere comunque un ruolo all’interno del flusso veicolare e non che attraversa quotidianamente il Ticino.

Perché contrariamente al suo nome stesso, il piano della mobilità non può e non deve andare piano!

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