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LUGANO

Prima La Creazione, poi il trio di Tord Gustavsen

Un ricca programmazione per il LAC Lugano Arte e Cultura
LAC
Il Maestro Diego Fasolis.
Fonte LAC
Prima La Creazione, poi il trio di Tord Gustavsen
Un ricca programmazione per il LAC Lugano Arte e Cultura

LUGANO - In occasione del 30° anniversario de I Barocchisti e del 90° anniversario del Coro della RSI, i due ensemble diretti dal Maestro Diego Fasolis portano sul palco del LAC, sabato 21 febbraio alle ore 20, uno dei capolavori di Joseph Haydn: l’oratorio La creazione del mondo, nella versione italiana a cura di Giuseppe Carpani. Un’opportunità imperdibile per ascoltare uno dei grandi pilastri della musica occidentale. Tra i capolavori assoluti della musica, nuova tappa del percorso de I Barocchisti nei capolavori del repertorio barocco proposti al LAC, l’oratorio in tre parti racconta la nascita del mondo in musica. Dalle tenebre misteriose del caos primordiale al sorgere della luce, al dispiegarsi delle meraviglie del creato, fino al canto d’amore di Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden. Diego Fasolis dirige un cast vocale d’eccezione in questo inno alla vita, un’esperienza di pura bellezza che ci fa sentire testimoni di un miracolo.

La Creazione (Die Schöpfung) fu concepita nel 1798 da Joseph Haydn su un libretto inglese, in parte tratto da Il Paradiso perduto di John Milton. Subito dopo, Gottfried van Swieten ne realizzò una traduzione tedesca, adattandola al gusto viennese dell’epoca. ll testo fu tradotto in italiano nel 1801 da Giuseppe Carpani ed ebbe una notevole circolazione nell’Ottocento. Eseguire oggi La Creazione in italiano non è un’operazione arbitraria, ma un modo per riavvicinare l’opera alla sua matrice concettuale, ponendo l’accento sulla sua vocazione internazionale e sulla capacità di Haydn di creare un linguaggio musicale universale a partire da testi “tradotti” e adattati.

Nel contesto del LAC, che si propone come crocevia di culture e linguaggi, l’esecuzione in italiano assume un duplice significato: non si tratta solo di rendere il testo più comprensibile per il pubblico, ma di sottolineare come le grandi opere della storia della musica siano frutto di contaminazioni, passaggi, adattamenti: non monumenti intoccabili, ma organismi vivi.

Mercoledì 25 febbraio, alle ore 20, in Sala Teatro si esibirà il trio di Tord Gustavsen, tra le espressioni più raffinate del jazz contemporaneo, capace di fondere la tradizione scandinava con influenze antiche e moderne. Con Gustavsen al pianoforte, Steinar Raknes al contrabbasso e Jarle Vespestad alla batteria, l’ensemble crea atmosfere suggestive dove lirismo e improvvisazione si uniscono in un sound davvero unico. La sua musica, che spazia dal gospel al jazz cool, esplora quella che Gustavsen definisce la “sacra trinità” musicale: intensità emotiva, eleganza e respiro meditativo. Un’occasione da non perdere per ascoltare uno dei musicisti più significativi del jazz europeo degli ultimi vent’anni. Il concerto è organizzato in collaborazione con Jazz in Bess.

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