Il caso Meloni, Gaza e Francesca Albanese al festival del film

La rassegna - dal 6 al 15 marzo - sarà incentrata sul tema dell'autoritarismo.
GINEVRA - Le derive dell'autoritarismo crescente in tutto il mondo: è questo il tema della 24esima edizione del Festival del film e forum internazionale sui diritti umani (FIFDH) di Ginevra, che si terrà dal 6 al 15 marzo ed è stato presentato oggi ai media. La rassegna prevede numerose prime mondiali. Gli ambienti culturali sono sempre più simboli di resistenza, quanto più sono nel mirino di alcuni governi. «È vero che c'è un sentimento di responsabilità maggiore rispetto al solito», conferma la co-direttrice editoriale Laila Alonso Huarte.
Il festival toccherà temi come il nazionalismo cristiano e l'atteggiamento della polizia dell'immigrazione ICE negli Stati Uniti, la politica di Giorgia Meloni in Italia con il documentario "Il caso Meloni" e la repressione in Argentina, Cina e Iran. Tra gli altri argomenti toccati, in quanto legati all'autoritarismo, le violenze delle forze dell'ordine e le molestie contro le minoranze sessuali. Attraverso la co-produzione svizzera "Solidarity" ("Solidarietà") verrà dato spazio anche al ruolo internazionale di Ginevra, in un periodo di tagli da parte degli Stati Uniti ma non solo. «Le regole nate al termine della Seconda Guerra mondiale sono calpestate da ogni parte», denuncia la seconda co-direttrice editoriale Laura Longobardi. Tra le personalità annunciate Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, di cui però numerose nazioni chiedono le dimissioni. Ci sarà pure la scrittrice canado-palestinese Yara El-Ghadban, mentre verrà presentato il film "From Gaza with Love" ("Da Gaza con amore), realizzato da uno youtuber e un fotografo.
L'attrice francese Adèle Haenel, che ha interrotto la sua carriera per denunciare l'indulgenza riguardo alle aggressioni sessuali, parlerà di solidarietà come soluzione politica attiva.
Clima e tecnologia - Ci sarà spazio anche per la questione climatica con una discussione e la prima internazionale del film "The System" ("Il sistema", così come per le nuove tecnologie con l'ultima opera della regista francese "Le Cri des gardes" ("L'urlo delle guardie"). Il programma completo prevede una trentina di proiezioni in tre competizioni, oltre duecento personalità presenti, tra cui una cinquantina di cineasti, perlopiù donne. Il direttore amministrativo e operativo Guillaume Noyé ha affermato che, con un budget di quasi 2,9 milioni di franchi «il FIFDH sta bene», grazie anche al rinnovo del sostegno da parte del Dipartimento federale degli affari esteri per almeno altri due anni dopo che era stato in dubbio. Dalla Ginevra internazionale hanno invece lasciato alcuni sostenitori, che sono però stati sostituiti.



