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Dal fondo del barile «puoi solo risalire»

The Vad Vuc tra passato e presente con il nuovo album e l'esibizione gratuita di giovedì 4 giugno a Nevermind Music Fest, in apertura a Gipsy Kings by Diego Baliardo
Dal fondo del barile «puoi solo risalire»
TioTalk
Dal fondo del barile «puoi solo risalire»
The Vad Vuc tra passato e presente con il nuovo album e l'esibizione gratuita di giovedì 4 giugno a Nevermind Music Fest, in apertura a Gipsy Kings by Diego Baliardo

SAVOSA - Un nuovo disco con profonde radici nel passato, ma con lo sguardo puntato sul presente. È "Il fondo del barile", l'ultima creatura firmata The Vad Vuc, in uscita venerdì 29 maggio e presentato, nel nuovo episodio di TioTalk, da Michele "Cerno" Carobbio e da Fabio "Mago" Martino, pilastri della band ticinese.

Il vecchio abbraccia il nuovo
"Il fondo del barile" non è un punto d’arrivo, ma piuttosto un passaggio. Il titolo richiama un’espressione spesso associata alla fine delle risorse, ma il gruppo ne ribalta il senso: «Quando si tocca il fondo c’è una sola direzione da prendere: risalire». Una visione che si riflette anche nella scelta dei brani, molti dei quali recuperati dal passato e trasformati: «Siamo andati a ripescare delle canzoni che per un motivo o per l’altro erano state lasciate fuori dai dischi precedenti. Non erano scartate: non era il loro momento».

Il risultato è un album che attraversa epoche diverse della band, con pezzi che «in alcuni casi hanno impiegato anche vent’anni per arrivare alla loro forma definitiva». È il caso di "Arthur McBride": la voce di Dave Norton e il basso sono stati registrati 21 anni fa, mentre alcuni altri elementi «hanno al massimo venti giorni». Non si tratta, ribadiscono "Cerno" e "Mago", di una raccolta di materiale datato: «Non stiamo ascoltando roba vecchia, ma brani che si sono evoluti e sono stati attualizzati».

Dalla dimensione sociale a quella intima
Tra i temi centrali emerge una forte attenzione all’attualità. Il disco alterna momenti più leggeri a riflessioni profonde su società, relazioni e conflitti dei quali, purtroppo, il mondo oggi non scarseggia. In "Sabotage", brano legato al nuovo film dei Frontaliers, si invita a mettere in discussione certezze e automatismi: «Sabotiamo quei sabotaggi che ci impediscono di essere noi stessi». Un messaggio che diventa anche critica al conformismo e stimolo alla consapevolezza.

Altre canzoni affrontano tematiche sociali con sensibilità e intensità. "Lacrime nere", nato come «uno sfogo collettivo di frustrazione e rabbia», riflette sul ruolo dell’informazione e dell’opinione pubblica. "Obrigado", invece, parte da un’esperienza concreta legata a progetti umanitari e mette in discussione la retorica dell’esportazione della democrazia, attraverso un dialogo tra lingue e prospettive diverse. Non manca una dimensione più intima, come in "Bambina", ispirata a un fatto di cronaca legato a pericolose sfide online: «Il suo voler essere adulta la fa svelare estremamente bambina».

Le collaborazioni che diventano amicizie
Il disco è attraversato anche da numerose collaborazioni, elemento centrale nella poetica della band: «La musica deve essere vissuta in maniera aperta, dove ci si possa contaminare a vicenda». Tra queste, spicca quella con Rossana Taddei in "Sulla luna", nata da un incontro artistico e umano che ha portato alla costruzione condivisa del brano. È una consuetudine, per The Vad Vuc, instaurare delle collaborazioni artistiche che diventano poi delle belle amicizie.

Il concerto di Nevermind Music Fest
Accanto all’uscita del disco con una componente di suspense (per scoprire di cosa si tratta, guardate il video) la band si prepara anche al ritorno dal vivo. Il 4 giugno sarà protagonista a Bellinzona per il Nevermind Music Fest, dove aprirà la serata inaugurale e condividerà il palco con i Gipsy Kings by Diego Baliardo. «Aprire per loro è tanta roba», commentano entrambi, lasciando aperta anche la possibilità di future collaborazioni.

Il tour accompagnerà l’uscita dell’album con una scaletta che ripercorre 25 anni di carriera, alternando nuovi brani e pezzi storici: «Vogliamo sorprendere il pubblico, anche quello che ci segue da sempre». Un progetto che unisce memoria, sperimentazione e attualità, confermando la volontà della band di continuare a evolversi senza perdere la propria identità.

Il concerto del 4 giugno di Nevermind Music Fest è a ingresso gratuito. La prevendita delle altre date è disponibile su Biglietteria.ch.

Guarda l'intervista integrale e gli altri episodi di TioTalk su Tio.ch, oppure sul nostro canale YouTube.

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