Gran Consiglio - Lega dei Ticinesi
24.02.2011 - 17:080

Angelo Paparelli

Angelo Paparelli, cittadino svizzero da Lugano e in Lugano dal 1942, architetto, scultore, pittore. In politica a Lugano: già supplente Municipale, Consigliere comunale da quattro legislature, già presidente delle Commissioni della Gestione e dell'Edilizia, oggi presidente del Consiglio comunale e quindi primo cittadino.  Presidente del Consiglio consortile Depurazione Acque di Lugano e dintorni.
Nel Cantone : Gran consigliere dal 2008, membro della Commissioni della Legislazione  e delle Aggregazioni, presidente della Commissione speciale della Pianificazione.
Nel privato: già presidente del Judo Budo Club Lugano, già giocatore del F.C.Lugano, da anni presidente della cooperativa Circolo Sociale di Montagnola.

Come è nata la passione per la politica?
A 18 anni credevo che ad occuparsi della cosa pubblica a vantaggio di tutti fosse buona cosa e perciò cominciai a fare politica attiva. Per riuscire a farmi eleggere in Consiglio comunale impiegai oltre venti anni. La mia modesta estrazione sociale non permetteva che io facessi parte delle baronie luganesi che allora imperavano e riuscivano a far eleggere i loro figli senza fatica. Io non appartenevo alla prima Casta.                                                   

Quali sono i temi che le stanno più a cuore?
I veri temi sociali, tanto da indurmi a ripetere spesso e volentieri in pubblico, che sono più socialista io che la gran parte dei compagni del PS che conosco.

Quali sono i problemi più urgenti da risolvere in Ticino?
Perché in Ticino ci sono problemi? Ci sono soluzioni da adottare che andrebbero a beneficio di tutti, ma a certi "amici" non piacciono! Sono dell'avviso che da noi, chi si lamenta e dice di star male, sta meglio del 95% della popolazione mondiale. Trovar un lavoro ai nostri giovani adatto alle loro capacità e formazione diventa impresa sempre più difficile, ma è una priorità stagnante che continuamente si tenta di attuare con scarso successo e di ciò mi rammarico non poco. Ci proveremo di nuovo.

Quale il Ticino del futuro che sogna
Un Ticino libero e tranquillo più che mai, che sappia garantire sicurezza ai nostri figli e nipoti, agli anziani, dove il miraggio che troppi inseguono per concretizzare un inutile accumulo di ricchezze venga meno, dove tutti possano star bene senza eccessi di sorta.

Perché dovremmo votarla?
Se ritenete che io possa dare ancora qualche cosa alla nostra gente senza chiedere nulla in cambio, bene, allora votatemi.  Continuerò sulla medesima strada ancora per quattro anni, ma saranno gli ultimi.

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