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LUGANO

Affitti con privilegi? «No. E nessuna mancanza di chiarezza»

Il Municipio risponde all'interrogazione della Lega dei Ticinesi sui rapporti locativi in tre immobili di proprietà della Città a Castagnola: «Nessuna regolamentazione agevola o impedisce l'assegnazione a dipendenti comunali»
Ti-Press
Affitti con privilegi? «No. E nessuna mancanza di chiarezza»
Il Municipio risponde all'interrogazione della Lega dei Ticinesi sui rapporti locativi in tre immobili di proprietà della Città a Castagnola: «Nessuna regolamentazione agevola o impedisce l'assegnazione a dipendenti comunali»

LUGANO - «Il Municipio non rileva alcun tipo di mancanza di chiarezza. Ne è la prova la risposta a questo atto parlamentare». Nero su bianco, risponde così Palazzo Civico ai dubbi sollevati, non in prima istanza, dalla recente interrogazione presentata dalla Lega dei Ticinesi (primo firmatario Gian Maria Bianchetti) su presunti privilegi nelle condizioni d'affitto concessi a ex dipendenti comunali (e a loro familiari) in alcuni immobili di proprietà della Città. Nel caso specifico, nel quartiere di Castagnola.

Tutti e tre gli immobili citati nell'atto ─ due ubicati in Via dei Discepoli e il terzo in Salita degli Ulivi ─ «sono tuttora di proprietà della Città di Lugano» e risultano affittati secondo canoni «allineati ai valori di mercato», spiega l'esecutivo, senza entrare nel dettaglio nelle cifre dei singoli contratti ─ perché «trattandosi di edifici monofamiliari, l'indicazione dell'importo è chiaramente una violazione dei dati personali degli inquilini, cui si può facilmente risalire» ─ ma confermando di fatto che i rapporti di locazione non comportano una perdita economica per le casse comunali. «Gli edifici a cui si riferisce questo atto parlamentare non si discostano dagli altri alloggi di proprietà della Città di Lugano» e «la durata dei contratti non è determinata dalla posizione geografica degli immobili».

Il tema, come detto, era già stato toccato in passato dalla politica comunale. I suddetti rapporti di locazione, come si apprende dalle risposte del Municipio, sono di fatto in essere da diversi decenni. «Per quanto concerne Via Discepoli 4 e 6, l'assegnazione degli immobili risale a circa 50 anni fa. È stata caratterizzata dall'impegno dei conduttori di occuparsi della manutenzione dei due immobili» che «a loro spese, hanno eseguito importanti lavori di manutenzione, di miglioria e di messa a norma durante tutto l'arco temporale della locazione».

Lavori e manutenzione di tasca propria
Inoltre, l'esecutivo sottolinea che «nel 1975 lo stabile di Via Discepoli 4, che allora risultava disabitato da anni, è stato consegnato in stato fatiscente, senza né riscaldamento né acqua calda e non abitabile» e «anche lo stabile in Via Discepoli 6 è stato completamente risanato a spese dei conduttori [...] che hanno mantenuto i due edifici in buone condizioni, assumendosi interamente i costi». L'assegnazione dello stabile in Salita degli Ulivi 11 risale invece all'ottobre del 1980. «Non si dispone di indicazioni particolari circa l'assegnazione» ma «anche in questo caso l'inquilino ha eseguito a proprio carico degli interventi di manutenzione».

I lavori sono stati documentati ma, sempre per una questione di protezione della sfera personale, le cifre restano riservate. E da Palazzo Civico viene pure precisato che «gli investimenti sostenuti dagli inquilini sono chiaramente stati computati per la determinazione della pigione e della durata del contratto» e che, riguardo alla longevità di rapporti locativi, la continuità «è in ogni caso tutelata anche dalla normativa vigente».

Il quadro normativo
Nell'atto, Bianchetti e co-firmatari chiedevano pure di chiarire quali fossero i criteri «che hanno portato originariamente all'assegnazione». Anche qui, il Municipio risponde. «ll quadro normativo specifico è stato garantito a partire dal 2010 con l'entrata in vigore del Regolamento per l'assegnazione degli alloggi di proprietà del Comune di Lugano, aggiornato e sostituito dal Regolamento del 2019», mentre in precedenza «l'assegnazione degli alloggi avveniva in base alle richieste e alla disponibilità di appartamenti, di regola secondo gli usuali canoni applicati nel settore». Non c'erano, così come non ci sono oggi, «regolamentazioni che agevolassero o, al contrario, impedissero l'assegnazione a dipendenti comunali».

Gli immobili in questione sono mai stati messi a concorso pubblico o resi accessibili ad altri cittadini interessati? «Gli immobili sono inseriti nella lista degli stabili di tipologia particolare con assegnazione tramite pubblico concorso. Pertanto, la loro futura assegnazione avverrà tramite procedura pubblica».

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