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Abusi e pedofilia, tre passi decisivi per proteggere le vittime

Presentata oggi l’azione del Partito e tre atti parlamentari volti a promuovere la prevenzione di reati gravi contro la vita, l’integrità personale e sessuale.
Il Centro
Abusi e pedofilia, tre passi decisivi per proteggere le vittime
Presentata oggi l’azione del Partito e tre atti parlamentari volti a promuovere la prevenzione di reati gravi contro la vita, l’integrità personale e sessuale.

LUGANO - «Proteggere è una giustizia sempre più competente». «Proteggere è prevenire. La fiducia si verifica». «Proteggere è segnalare. Il silenzio non protegge». «Proteggere davvero». Il Centro usa tre slogan forti per presentare gli sforzi ticinesi di una linea politica, quella del partito nazionale, che ha deciso di mettere al centro la tutela delle vittime di reati contro la vita, l’integrità personale e sessuale, e di promuovere la prevenzione di reati gravi quali gli abusi e la pedofilia.

Ad aprire la conferenza stampa, nella sala OCST di Lugano, è stato il vicepresidente cantonale Giorgio Fonio, che ha ricordato come «il tema della sicurezza, e in particolare della protezione delle vittime di abusi sessuali e dell’integrità fisica, occupa un posto centrale». Un impegno che, ha sottolineato, prosegue «da anni, con azioni precise e concrete sia a livello cantonale sia a livello federale» e che oggi si traduce in tre nuove iniziative parlamentari. «Tre interventi che si muovono lungo tre linee direttrici chiare», ha spiegato: prevenzione, segnalazione e specializzazione giudiziaria.

Il presidente cantonale Fiorenzo Dadò ha inquadrato il tema con una premessa netta: «Il grado di civiltà di una società si misura da come protegge le persone più vulnerabili». Da qui la necessità di «assumerci come società delle responsabilità», in continuità con un percorso politico che ha già visto proposte per l’inasprimento delle pene, strumenti di prevenzione e richieste di dati per orientare le politiche pubbliche. «Le vittime vengono prima di ogni interesse di casta, partito o vicinanza. Sempre!», ha sottolineato.

Tre, dunque, le iniziative presentate. La prima, punta a rafforzare la prevenzione introducendo l’obbligo dell’estratto specifico del casellario giudiziale per chi lavora con minori e persone vulnerabili. «Il punto centrale è semplice, chiunque lavori a stretto contatto con bambini [...] deve dimostrare preventivamente di essere adeguato al contesto», ha spiegato Dadò, evidenziando l’obiettivo di aumentare la protezione e la fiducia nei contesti sensibili.

La seconda proposta interviene sul diritto di segnalazione per medici e operatori sanitari. Oggi, ha precisato Dadò, «il personale medico e sanitario si trova nell’impossibilità di segnalare fatti gravissimi» senza svincolo dal segreto professionale. La modifica legislativa mira a ristabilire l’equilibrio, perché «la priorità in tutti i casi e sempre deve restare la tutela della vittima».

Terzo pilastro, la creazione di un pool di magistrati specializzati nei reati contro l’integrità sessuale. «Il lavoro dei Magistrati richiede un elevato livello di specializzazione», ha osservato Dadò, sottolineando la necessità di competenze specifiche anche sul piano umano. L’obiettivo è migliorare la qualità delle indagini e garantire maggiore attenzione alle vittime.

«Sono tre passi concreti», ha concluso Fonio, «per proteggere meglio, intervenire prima e agire con maggiore efficacia».

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