Caso Hospita: l'Mps mette in dubbio l'idoneità di un altro perito

Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi segnalano la partecipazione dell'avvocato Daniel Ponti in un vecchio procedimento penale che ha visto coinvolto Eolo Alberti.
BELLINZONA - Dopo l'interpellanza, arriva una lettera di segnalazione al presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellman. L'Mps torna alla carica sul caso Hospita, esplicitando nuovi dubbi sui periti scelti dalla Commissione parlamentare d'inchiesta.
E dopo Francesca Piffaretti-Lanz, viene messo in discussione Daniel Ponti. «Come risulta da un articolo apparso su Giornale del Popolo il 24 gennaio 2004, l’avvocato Ponti ebbe in passato contatti diretti con il principale protagonista attorno al quale ruota l’intera vicenda Hospita, Eolo Alberti», scrive l'Mps nella lettera. «In particolare, egli partecipò nel 2004, in qualità di rappresentante della parte civile, al procedimento penale che coinvolse Alberti nel caso dei cosiddetti “falsi medici” di Cimo, comune di cui Alberti era sindaco. Come noto, tale vicenda si concluse con la condanna di Alberti a 12 mesi di detenzione sospesi con la condizionale».
Per l'Mps, «questa pregressa partecipazione processuale non costituisce un elemento marginale, bensì un fatto oggettivo che mette seriamente in discussione la compatibilità del ruolo di perito affidato all’avvocato Ponti nell’ambito della CPI. Un perito chiamato a fornire valutazioni tecniche deve poter garantire non solo indipendenza sostanziale, ma anche apparenza di totale imparzialità. Il precedente coinvolgimento diretto in un procedimento penale riguardante la figura centrale dell’inchiesta parlamentare rischia di compromettere entrambe».
«In un contesto così sensibile, in cui la credibilità dei lavori della CPI è essenziale per la fiducia delle istituzioni e dei cittadini, anche il solo dubbio di un possibile conflitto di ruoli o di un pregiudizio pregresso dovrebbe indurre alla massima prudenza», sottolineano i granconsiglieri Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi.
L'Mps, in definitiva, chiede a Schnellman di sollecitare una rivalutazione della nomina dei periti «al fine di garantire piena indipendenza, imparzialità e autorevolezza ai lavori della Commissione».



