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05.01.2022 - 16:460

Medici positivi al lavoro: «Il fallimento della politica liberale!»

La ricetta della Gioventù Comunista: «Abolire il numero chiuso a medicina e migliorare le condizioni di lavoro»

LUGANO - «Se ci troviamo in una situazione di crisi negli ospedali è anche e soprattutto a causa delle misure liberiste di PLR e compagnia, che hanno portato a una carenza di letti nelle cure intensive e a un sistema sanitario fin troppo lacunoso». La Gioventù Comunista (GC) commenta così la decisione dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) di schierare anche personale positivo al tampone, ma asintomatico, nei reparti Covid laddove vada a mancare personale medico ed infermieristico.

La carenza di personale a causa delle quarantene è in questi giorni, d'altra parte, una realtà che stanno affrontando diversi settori. Per i giovani comunisti «occorre però interrogarsi sulle cause di fondo di questa situazione». Secondo la GC, infatti, «se manca personale sanitario è innanzitutto a causa delle politiche anti-sociali e poco lungimiranti dei partiti borghesi, che negli anni passati hanno continuamente disincentivato la formazione di nuovi infermieri e medici, sia tramite l’introduzione di numeri chiusi presso gli atenei svizzeri, sia tramite il degradamento delle condizioni di lavoro del personale sanitario». «A causa delle politiche borghesi - sottolineano in una nota stampa - oggi si rischia di dover far lavorare del personale positivo al coronavirus e questo per di più in strutture dove si è a stretto contatto con persone vulnerabili e maggiormente a rischio: è semplicemente vergognoso!».

La GC propone la sua ricetta: «abolire il numero chiuso nelle facoltà di medicina e incentivare la formazione di personale medico e infermieristico in Svizzera (così da ridurre, del resto, anche la dipendenza dall’estero su questo fronte). Oltre a ciò, occorre anche migliorare notevolmente le condizioni di lavoro del personale sanitario: la vittoria alle urne dell’Iniziativa per le cure infermieristiche è un passo in avanti, ma bisogna fare ancora molto di più, affinché meno infermieri abbandonino il proprio lavoro a causa dello sfinimento fisico ed emotivo».

La Gioventù Comunista coglie infine l’occasione per ribadire la necessità di «investire massicciamente nella sanità pubblica».

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