tipress
CANTONE
31.05.2018 - 09:020

«A nome di chi e con quale autorità il Governo negozia con il Cardiocentro?»

Matteo Pronzini interpella il Consiglio di Stato circa il futuro della fondazione luganese specializzata in cardiologia

BELLINZONA - Nelle ultime settimane è ripreso il dibattito sul futuro del Cardiocentro. Proprio sul destino della fondazione luganese, specializzata in cardiologia, si interroga pure Matteo Pronzini (MPS) che, a tal proposito, interpella il Consiglio di Stato.

«È da almeno tre anni - scrive - che la fondazione presieduta da Giorgio Giudici ha ripetuto a più riprese di non volersi conformare a quanto previsto nella convenzione in scadenza alla fine del 2020 secondo la quale la fondazione dovrebbe sciogliersi e il Cardiocentro diventare parte integrante dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC)».

«Il dibattito attuale sul futuro del Cardiocentro - spiega Pronzini - non può essere considerato un problema di interpretazione di una convenzione, né tantomeno l’oggetto di una trattativa tra il Governo e la fondazione Cardiocentro. Le implicazioni di questa discussione hanno un carattere politico di fondo e investono la politica sanitaria del Cantone, nonché la pianificazione ospedaliera cantonale. Non si capisce bene a nome di chi, e investito di quale autorità, il Governo stia negoziando con la fondazione Cardiocentro, facendo proposte e controproposte che nessuno lo ha autorizzato a fare».

«Tutti temi - prosegue il deputato MPS - sui quali la parola spetta non al Governo, ma al Gran Consiglio ed eventualmente ai cittadini e alle cittadine di questo Cantone».

Alle luce di queste considerazioni Pronzini pone al Governo i seguenti interrogativi:

  • Non crede che la discussione sul futuro dei rapporti tra EOC e Cardiocentro (in particolare nei modi e tempi della integrazione del Cardiocentro all’EOC) debba essere oggetto di un’ urgente discussione in Gran Consiglio, nella misura in cui essa ha profonde implicazioni sulla pianificazione ospedaliera di competenza del Gran Consiglio?
  • Non pensa il governo che per poter negoziare eventuali deroghe allo scioglimento - o periodi di transizione che dir si voglia- della convenzione con la fondazione Cardiocentro (come quella di cui ha dato notizia la stampa negli scorsi giorni) sia necessario un mandato chiaro e vincolante da parte del Gran Consiglio?
  • Di recente il presidente dell’EOC ha affermato che il progetto Mizar “è un progetto della città di Lugano” e che per questa ragione all’EOC non interessa il destino di questo progetto. Condivide il governo, anche alla luce delle precedenti decisioni parlamentari sul tema, questo punto di vista?

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-08-08 12:04:15 | 91.208.130.85