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Lettera morta sul bunker di Camorino

Il Gran Consiglio ha bocciato entrambi i rapporti: né il Parlamento né l'esecutivo prenderà in carico il documento
Lettera morta sul bunker di Camorino
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Lettera morta sul bunker di Camorino
Il Gran Consiglio ha bocciato entrambi i rapporti: né il Parlamento né l'esecutivo prenderà in carico il documento
BELLINZONA - Bocciato anche il rapporto di minoranza. La petizione popolare sul bunker di Camorino finisce su un binario morto. Il Gran Consiglio, infatti, respingendo il rapporto di maggioranza e minoranza, ha deciso che il documento non sarà...

BELLINZONA - Bocciato anche il rapporto di minoranza. La petizione popolare sul bunker di Camorino finisce su un binario morto. Il Gran Consiglio, infatti, respingendo il rapporto di maggioranza e minoranza, ha deciso che il documento non sarà inviato al Consiglio di Stato né sarà preso in considerazione dal Parlamento. Il contenuto resterà, quindi, lettera morta.

Nella precedente seduta, dopo una lunga discussione, era stato bocciato per tre voti il rapporto di maggioranza, che demandava la decisione sul contenuto della petizione all’Esecutivo. Allo stesso tempo, la votazione sul rapporto di minoranza era finita in pareggio (36 sì e 36 no): il documento raccomandava al Gran Consiglio di accettare le proposte e invitava il Governo a metterle in atto. Questa volta, però, la votazione ha respinto a larga maggioranza (47 no, 27 sì, 7 astenuti).

Le condizioni di vita all'interno del bunker, già chiuso da mesi, sono finite in passato più volte sotto i riflettori e hanno portato a proteste da parte degli stessi asilanti. A dicembre del 2019, numerosi cittadini e 12 associazioni avevano presentato una sottoscrizione chiedendo, fra le altre cose, la chiusura immediata della struttura, la «riduzione immediata del sovraffollamento nei centri che ospitano persone sottoposte alla legislazione sull'asilo», «l’attivazione della rete di famiglie disposte a ospitare le persone suddette anche per brevi periodi» e «divieto d'interventi notturni e senza preavviso da parte della Polizia negli alloggi dei rifugiati».

 

 

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