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MENDRISIO
20.12.2020 - 13:490
Aggiornamento : 15:40

Rogo nel deposito: «È stato un intervento molto impegnativo»

Il comandante Tettamanti: «Ben 45 militi impiegati. Entro sera tutto sarà finito».

Non si esclude al momento nessuna ipotesi, ma sarà la Scientifica a dover stabilire le cause dell'incendio.

MENDRISIO - Entro sera, anche quella nuvola bianca ancora presente in cielo sarà sparita. Ciò grazie al duro e intenso impegno dei pompieri, da ieri sera al lavoro per domare il rogo divampato nel deposito di pneumatici di via Campagna Adorna, a Mendrisio.

Evitato il peggio - Un lavoro che ha evitato conseguenze ben peggiori, come spiega il Comandante del Centro soccorso pompieri del Mendrisiotto, Corrado Tettamanti: «Oltre al normale gruppo di picchetto sono stati mobilitati dei gruppi di rinforzo per un totale di circa 45 militi. Subito hanno attaccato il fuoco mettendo in atto un dispositivo di spegnimento non indifferente. Essendo il deposito adiacente ad altre strutture, si è immediatamente circoscritto il rogo. Abbiamo così potuto tenere il fuoco lì dov'era salvando anche buona parte della struttura».

I pericoli collaterali - Ovviamente, si è dovuto far fronte anche a tutti i pericoli collaterali soliti in queste circostanze: «Abbiamo subito allarmato la Sezione Protezione Aria e Suolo (SPAS) - prosegue Tettamanti -. D'altra parte, dei pneumatici che bruciano comportano rischi non indifferenti. Quindi abbiamo richiesto il supporto del servizio di autoambulanze del Mendrisiotto e abbiamo allarmato anche il treno di salvataggio e spegnimento delle Ferrovie federali svizzere con sede a Melide. Quest'ultimo è stato impiegato in un settore ben preciso, quello de lato ferrovia che passa proprio nell vicinanze del deposito».

Sotto controllo, ma si continua lavorare - Insomma, non una passeggiata, come conferma il Comandante: «È stato un intervento molto impegnativo per tutti questi militi. Il fuoco è stato dichiarato sotto controllo alle 5.30 di questa mattina, però le operazioni di spegnimento sono tutt'ora in corso. Dopo aver rimosso la struttura pericolante, che poteva crollare da un momento all'altro, ci si sta occupando di smuovere tutto ciò che è rimasto sotto le macerie per consentire lo spegnimento totale degli ultimi focolai».

Scientifica al lavoro - Troppo presto, per il momento, per stabilire le cause dell'incendio: «La Scientifica è sul posto proprio per raccogliere gli elementi utili in questo senso. Sono loro che dovranno determinare cosa ha causato questo importante incendio. Possiamo solo dire che tutte le ipotesi sono al vaglio, compreso il dolo».

Era già accaduto - Non è la prima volta, d'altra parte, che quel deposito si "accende": «È successo solo quattro anni fa, nel 2016 - conclude Tettamanti -. Anche se fu all'esterno, quella volta il rogo fu molto più imponente, pure in termini di pneumatici bruciati». Per quanto riguarda l'aria, non dovrebbero esserci più pericoli: «Ma l'allerta resta fino anche non avremo dichiarato l'incendio spento. Così impone la proceduta in questi casi».

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Commenti
 
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Evry 1 anno fa su tio
e nüm a pagom ...... indirettamente tramite le Assicurazioni,
Evry 1 anno fa su tio
Bravi, ma chissà perchè vanno a fuoco VOLUMINOSE MONTAGNE di preimatici ?
Tato50 1 anno fa su tio
@Evry Perché è più facile che smaltirli ;-)
Evry 1 anno fa su tio
@Tato50 certo, lo penso anch'io
Güglielmo 1 anno fa su tio
si ma adesso i sa indormenta anca? altro che Chicago fire..... --))
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