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CANTONE
15.01.2020 - 09:280
Aggiornamento : 16.01.2020 - 17:23

Le luci rosse tremano. La metà dei locali erotici a rischio chiusura?

Il tempo concesso ai postriboli ticinesi per adeguarsi alle nuove normative è scaduto. Al momento sono quattro le attività riuscite a mettersi in regola. Sette invece gli appartamenti notificati

LUGANO - Le luci rosse nostrane tremano e, in molti casi, potrebbero spegnersi a breve. Il tempo concesso dal Cantone ai postriboli ticinesi per adeguarsi alle nuove normative è scaduto il 31 dicembre. Questo significa che, con il nuovo anno, i locali dovrebbero essersi messi in regola con la licenza edilizia (che conferma il passaggio a locale erotico), ma anche con la tassa forfettaria giornaliera di 25 franchi a carico delle ragazze (che deve essere incassata dai gestori stessi per essere poi riversata allo Stato). Il condizionale è d’obbligo visto che, in molti casi, l’adeguamento non è avvenuto.

Se è vero che c’è chi fa vanto, sulla propria pagina web, dell’ambito “riconoscimento”, molti non sembrano essere riusciti a virare nella direzione voluta dal Cantone. Direzione che, oltre ai due punti sopra descritti, vuole anche che la chiusura dei postriboli sia anticipata dalle 5 alle 3, che vi sia un gerente (laddove il locale contempla anche un bar), ed infine che vengano distribuiti gratuitamente i “ferri del mestiere” (i profilattici) alle operatrici del sesso.

Oceano: «Noi in ordine» - A rispettare ciascun punto sembra essere, ad esempio, l’Oceano di Pazzallo. Sul sito web fa bella mostra di sé una coccarda dorata con sotto scritto: «Il primo locale erotico in Ticino a ottenere la licenza in conformità con la nuova legge sulla prostituzione, in vigore dal 2020!». Contattato, l’amministratore del noto locale a luci rosse conferma: «Siamo in ordine con la licenza e da questa settimana iniziamo il prelievo giornaliero dei 25 franchi». E sulla distribuzione dei preservativi? «Anche lì è tutto in ordine», ci viene assicurato. 

«Ci vogliono far chiudere» - Altri locali, contattati al telefono, non mostrano lo stesso entusiasmo. Uno fra tutti il Bamboo (ex Corona) di Pambio-Noranco. «È un casino. E al Cantone sembra esserci solo confusione», esordisce un responsabile. «Chiediamo i controlli per poter arrivare all’autorizzazione, ma siamo in una situazione di stallo - prosegue -. Il Comune non risponde sulla domanda di costruzione e abbiamo dovuto sospendere il servizio bar per evitare di dover assumere un gerente. Questa legge non è stata fatta per regolamentare, ma per far chiudere i locali».

I problemi, però, non sembrano essere legati solo alla domanda di costruzione: «Non parliamo poi del prelievo della tassa, a ragazze indipendenti, da parte nostra. O della distribuzione dei preservativi. È come se il Fox Town distribuisse i rulli per gli scontrini ai negozi. Il profilattico è una cosa intima, uno strumento del loro lavoro. Intanto abbiamo dovuto lasciare a casa 4 persone. E sostituito con dei distributori automatici il bar. Ma entro la fine del mese ci attendiamo la visita del Cantone».

Al Bamboo si sono già fatti due conti in tasca: «Ci faranno chiudere. E ci toccherà ricorrere al Tribunale federale. E poi? Il mancato guadagno chi ce lo restituisce? Questa attività porta dai 150 ai 250 mila franchi al mese. Sembrava dovessero combattere la prostituzione negli appartamenti, invece questi ci sono ancora e noi stiamo per finire gambe all'aria».

Adattamenti in corso - In realtà, come precisano dalla Polizia Cantonale, per quanto riguarda gli appartamenti, «sette sono già stati notificati come tali e dunque non necessitano dell’autorizzazione quali locali erotici».

Per quanto concerne quest’ultima tipologia di esercizio, invece, «sono quattro (su circa una decina sul territorio ticinese n.d.r) quelli che hanno già potuto ottenere l’autorizzazione e sono in corso delle procedure autorizzative per altri locali erotici che seguono la tempistica dell’iter amministrativo e che coinvolgono diverse autorità cantonali e comunali».

I controlli su queste strutture? «Saranno eseguiti dopo l’indispensabile periodo di adattamento - garantiscono le Autorità -. Eventuali provvedimenti nei loro confronti saranno intimati a tempo debito a garanzia di quanto la Legge cantonale sull’esercizio della prostituzione intende proteggere (ordine pubblico e protezione dallo sfruttamento di esseri umani).

 

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