Gastro e colonscopia, si va all'Ospedale Italiano. «Più diagnosi precoci e meno attese».

In ciascuna delle tre sale si possono eseguire tra i dieci e i dodici esami al giorno, a seconda della complessità dei casi
In ciascuna delle tre sale si possono eseguire tra i dieci e i dodici esami al giorno, a seconda della complessità dei casi
LUGANO - Una nuova struttura situata all’interno dell’Ospedale Italiano di Lugano, pensata per migliorare il percorso del paziente, aumentare la qualità degli esami e ridurre i tempi di attesa. È la nuova piastra endoscopica presentata a Tio dal primario di Gastroenterologia Thomas Greuter.
Tecnologia avanzata e meno tempi di attesa
«Abbiamo separato completamente l’attività ambulatoriale da quella ospedaliera», spiega Greuter. «I pazienti che devono sottoporsi a una colonscopia, una gastroscopia o un’ecoendoscopia non devono più passare dal Civico. Il percorso è più semplice, più rapido e più confortevole per tutti».
La nuova struttura dispone di tre sale endoscopiche di ultima generazione, dotate delle tecnologie più avanzate per garantire immagini ad alta definizione e una maggiore precisione diagnostica. «Nella nostra specialità la qualità della visione è fondamentale. Riuscire a individuare lesioni sempre più piccole significa poter intervenire prima e offrire ai pazienti le migliori possibilità di cura».
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla sicurezza
Uno degli aspetti centrali del nuovo reparto è infatti il sistema di gestione e sterilizzazione degli strumenti endoscopici. Il percorso del materiale sporco e di quello sterilizzato è stato completamente separato, seguendo le più recenti linee guida internazionali.
«Abbiamo creato due percorsi distinti. Gli strumenti utilizzati entrano da un lato per il lavaggio e la disinfezione e ne escono completamente sterilizzati in un’altra area. Questo aumenta ulteriormente la sicurezza e la qualità delle procedure».
Grazie alla nuova organizzazione sarà inoltre possibile essere più efficienti. In ciascuna delle tre sale si possono eseguire tra i dieci e i dodici esami al giorno, a seconda della complessità dei casi.
Diverse le prestazioni offerte
Dalle gastroscopie per problemi dell’esofago e dello stomaco alle colonscopie per la prevenzione del tumore del colon-retto, fino alle ecoendoscopie e agli interventi sulle vie biliari e sul pancreas.
«Sempre più procedure che un tempo richiedevano il ricovero possono oggi essere eseguite in regime ambulatoriale», sottolinea il primario. «Il paziente arriva, si sottopone all’esame o al piccolo intervento e, dopo un breve periodo di osservazione, può tornare a casa nella stessa giornata».
Tra le patologie più frequentemente individuate figurano i polipi intestinali, lesioni che possono rappresentare uno stadio precoce del tumore del colon-retto.
«Il nostro obiettivo è individuare e rimuovere queste lesioni prima che si trasformino in un cancro. Purtroppo osserviamo un aumento del rischio anche nelle fasce più giovani della popolazione, tra i 45 e i 50 anni».
Morbo di Crohn e sindrome dell'intestino irritabile
Accanto alle patologie tumorali, i gastroenterologi si confrontano quotidianamente con malattie infiammatorie croniche dell’intestino, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, oltre a reflusso gastroesofageo, allergie dell’esofago e numerosi disturbi funzionali.
«Vediamo sempre più spesso pazienti che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile. È una condizione che colpisce tra il 10 e il 15 per cento della popolazione. I sintomi possono essere molto importanti, con dolori addominali, diarrea, stitichezza e urgenza evacuativa, ma spesso gli esami non evidenziano alterazioni strutturali».
Un tema frequentemente associato ai disturbi gastrointestinali è quello dello stress. Greuter invita però a non semplificare eccessivamente il problema.
«Lo stress può peggiorare i sintomi, ma non è la causa diretta delle malattie gastrointestinali. È importante che i pazienti comprendano questa differenza. Dobbiamo certamente lavorare anche sulla gestione dello stress, ma non possiamo attribuire tutto a quello».
Segnali d'allarme
Infine, il primario ricorda l’importanza di non sottovalutare alcuni segnali d’allarme. «Difficoltà a deglutire, sangue nelle feci o nel vomito, diarrea cronica di nuova insorgenza, perdita di peso inspiegabile o una storia familiare di tumori gastrointestinali sono situazioni che meritano un approfondimento specialistico. In questi casi è fondamentale rivolgersi tempestivamente al medico».
Un messaggio che si accompagna a una convinzione chiara. «La prevenzione resta lo strumento più efficace che abbiamo. Più riusciamo a diagnosticare precocemente una malattia, maggiori sono le possibilità di cura e guarigione».




