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LOCARNO

Mezzo milione per diventare Capitale della Cultura Svizzera 2030

È la richiesta di credito che il Municipio di Locarno ha sottoposto al Consiglio Comunale per accodarsi, assieme a Mendrisio, a Lugano.
Archivio Ti-Press / Alessandro Crinari
Fonte Città di Locarno
Mezzo milione per diventare Capitale della Cultura Svizzera 2030
È la richiesta di credito che il Municipio di Locarno ha sottoposto al Consiglio Comunale per accodarsi, assieme a Mendrisio, a Lugano.

LOCARNO - 500mila franchi, è questa la richiesta di credito sottoposta al Consiglio Comunale dalla Città di Locarno «a favore della candidatura di Lugano, con Locarno e Mendrisio a Capitale Culturale Svizzera 2030».

Un credito, questo, che verrà “sbloccato” solo se il bando verrà effettivamente assegnato (la decisione della giuria è attesa per il 2026) e che «servirà a garantire la copertura di una parte dei costi legati alle attività relative al progetto nel quinquennio 2027-2031».

«La configurazione della candidatura congiunta risponde inoltre alla volontà di presentare la Svizzera italiana come un sistema culturale articolato e cooperativo», spiega la Città che evidenzia anche l'intenzione di Bellinzona - altra candidata ticinese - di correre “da sola“.

«Per la Città di Locarno, la partecipazione al progetto Capitale Culturale Svizzera 2030 rappresenta un tassello coerente di una strategia culturale di lungo periodo, fondata su un ecosistema creativo consolidato e su una riconosciuta vocazione culturale e internazionale. La candidatura consente infatti di utilizzare una piattaforma nazionale per rafforzare il posizionamento di Locarno quale polo svizzero dell’audiovisivo e delle nuove forme di creazione mediale, in continuità con il ruolo storico del Locarno Film Festival, con lo sviluppo del PalaCinema e con le strategie culturali e urbane in corso, tra cui la candidatura di Locarno a Città Creativa UNESCO per il Cinema», riporta il messaggio.

In totale, per la triplice candidatura, è previsto uno stanziamento di circa 2,5 milioni di franchi (1,5 milioni da parte di Lugano, 0,5 milioni a testa per Locarno e Mendrisio, in una ripartizione del 60% e del 20% ciascuno). A questi si aggiungerebbe 1 milione da parte del Cantone (dal fondo Swissol, ma ancora da sottoporre al Granconsiglio) e 2 milioni da parte della Confederazione.

«Nel modello finanziario della candidatura, i costi progettuali costituiscono la componente largamente prevalente del budget complessivo, stimata indicativamente tra il 65% e il 75% delle risorse disponibili, mentre i costi operativi e di struttura si attestano in una fascia compresa tra il 25% e il 35%. Le risorse destinate ai costi progettuali sono orientate in modo prioritario alla realizzazione di progetti che si svolgono sul territorio locarnese o che coinvolgono direttamente la Città di Locarno nell’ambito della programmazione congiunta», aggiunge l'Esecutivo cittadino.

La richiesta di credito verrà “spalmata” su un quinquennio (e lo stesso sarà per tutte e tre le città partecipanti) con il clou nel biennio 2029-2030 (330mila franchi in totale).

L'indotto economico generato dalla partecipazione è particolarmente positivo «stimando un moltiplicatore pari a 2,58: per ogni franco di finanziamento pubblico investito nel settore culturale vengono generati 2,58 franchi di valore aggiunto complessivo, considerando effetti diretti, indiretti e indotti, inclusi quelli legati al turismo e ai servizi collegati».

Il Municipio, dal canto suo, chiedendo l'approvazione del credito al Consiglio comunale, ribadisce che «la candidatura rappresenta un segnale importante che va oltre il singolo progetto. In un Cantone caratterizzato da più poli urbani e da identità territoriali forti, la capacità di collaborare in modo strutturato tra città, istituzioni e realtà economiche e culturali costituisce una condizione sempre più essenziale per rafforzare il posizionamento della Svizzera italiana nel contesto nazionale e internazionale. (...) In questa prospettiva, il Municipio ritiene che la partecipazione alla candidatura contribuisca non solo al rafforzamento del ruolo della Città, ma anche allo sviluppo coordinato del sistema culturale e creativo cantonale, nella convinzione che una maggiore coesione territoriale rappresenti un fattore decisivo per lo sviluppo sociale, economico e culturale del nostro territorio».

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