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Sangue e odore di morte: «Il mio non è un lavoro per tutti»

La testimonianza di un 42enne ticinese che pulisce e bonifica scene del crimine dopo suicidi, omicidi e morti naturali con rinvenimenti tardivi.
Deposit (simbolica)
Sangue e odore di morte: «Il mio non è un lavoro per tutti»
La testimonianza di un 42enne ticinese che pulisce e bonifica scene del crimine dopo suicidi, omicidi e morti naturali con rinvenimenti tardivi.

BELLINZONA - «Per fare questo lavoro ci vuole stomaco e forza mentale, se no si finisce per crollare. Non è sicuramente per tutti». A dircelo è un 42enne ticinese che nella sua professione svolge un’attività decisamente fuori dal comune: pulisce e bonifica scene del crimine e ambienti in cui è stato rinvenuto un cadavere. 

Ad assegnargli questi incarichi è la ditta per cui lavora, la JPG, un’azienda attiva nell’ambito edilizio e degli annessi specialistici, sia in Ticino che nella Svizzera tedesca, che offre anche questo genere di servizi.

Gli interventi, nel concreto, vengono effettuati quando tutti i rilievi del caso sono stati svolti e il Ministero pubblico ha dato il via libera, e seguono la rimozione della salma da parte delle pompe funebri. Le operazioni si svolgono frequentemente in coordinamento con la polizia scientifica, incaricata dell’analisi e della documentazione della scena.

«Di solito sono i familiari a contattarci, ma capita che ci chiami anche la Polizia, il Ministero pubblico o l’amministrazione dell’immobile in questione», ci spiega il 42enne, precisando che per svolgere la pulizia non sono necessarie qualifiche particolari, ma occorre seguire delle procedure specifiche. 

Pulire, disinfettare, sostituire - «Facciamo uscire eventuali familiari e amici, blindiamo l'abitazione e sigilliamo la stanza interessata. Indossiamo una tuta apposita e, se vi è la necessità, utilizziamo un respiratore». 

Si procede quindi con un controllo generale, per poi passare alla pulizia e alla disinfezione, che viene svolta per mezzo di disinfettanti a presidio medico-chirurgico, detergenti enzimatici e macchinari come gli ozonizzatori professionali. Ma si va anche oltre. «Se il pavimento o i muri hanno assorbito liquidi organici, ci occupiamo anche della sostituzione e del rinnovo dei materiali». 

Le circostanze, chiaramente, non sono tra le più semplici. «Ci occupiamo di suicidi, di omicidi, ma anche di morti naturali. In quest’ultimo caso generalmente si tratta di persone rinvenute diversi giorni o settimane dopo il decesso». 

La sofferenza dei familiari - I casi più difficili «sono quelli in cui ci troviamo dei familiari in uno stato emotivo al limite dell’ingestibile, perché sono molto sofferenti. Mi è capitato di vedere dei bambini distrutti dopo che il genitore è venuto a mancare o, ancora peggio, il contrario».

Non di rado, inoltre, i cari del deceduto cercano di carpire informazioni su quanto è accaduto. «La polizia non ci dice nulla, ma generalmente in base alla scena capiamo subito quel che è successo. Non siamo però autorizzati a rilasciare informazioni ai familiari», chiarisce. 

«Ne ho viste di tutti i colori» - Per svolgere questo lavoro, in definitiva, è imperativo avere una scorza dura. «Io ho un carattere forte di mio e ne ho viste di tutti i colori», sottolinea il 42enne. «Va detto, poi, che l’azienda non impone a nessuno questo genere di incarichi: vengono assegnati soltanto a chi è disposto a farsene carico». Solo i familiari e gli amici stretti, peraltro, sono a conoscenza della sua particolare nicchia professionale. «Mi astengo dal parlarne ai quattro venti per evitare domande indiscrete». 

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