Ci sono degli anfibi da salvare

Le strade asfaltate sono un pericolo che incontrano durante la marcia verso i luoghi di riproduzione. Riparte la campagna di WWF e KARCH
BELLINZONA - Con la fine dell’inverno e il risveglio della natura, anche in Ticino torna un fenomeno antico quanto delicato: la migrazione degli anfibi. Rane, rospi, salamandre e tritoni emergono dal letargo e si mettono in cammino verso gli stagni e le zone umide nei quali si riproducono. Un viaggio necessario, ma spesso fatale. Ogni anno, infatti, milioni di anfibi in Svizzera muoiono schiacciati sulle strade durante questi spostamenti stagionali.
Per questo WWF e KARCH rinnovano l’appello a tutti gli utenti della strada: prudenza e rispetto sono fondamentali per proteggere animali tutelati dalla legge, minacciati dall’estinzione e indispensabili per l’equilibrio degli ecosistemi.
C’è però chi sceglie di fare un passo in più. In numerose località della Svizzera italiana, gruppi di volontarie e volontari partecipano attivamente alle azioni di salvataggio. Il loro contributo è decisivo: ogni anno migliaia di anfibi vengono sottratti al traffico grazie a interventi manuali, soprattutto nei luoghi dove non esistono sottopassaggi faunistici.
Nel 2026 sono attivi 17 siti in tutto il cantone: Astano, Caslano, Castel San Pietro, Davesco, Figino, Locarno, Lodano, Lumino, Magadino, Meride, Muzzano, Origlio, Riva San Vitale, Sant’Antonino, Somazzo e Vogorno. La novità di quest'anno è il nuovo sito a Gerra Piano. Tra febbraio e aprile vengono installate barriere temporanee e, nelle ore serali, i volontari pattugliano i tratti critici con guanti, secchi, torce e gilet catarifrangenti, accompagnando gli animali in sicurezza oltre la carreggiata.
Chi desidera unirsi alla squadra è il benvenuto, spiegano WWF e KARCH. A tutti gli altri resta un gesto semplice ma prezioso: rallentare nei tratti segnalati, soprattutto di sera e con la pioggia. È anche così che si tutela la biodiversità.



