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LOCARNO

Locarno, il "buen retiro" dei gabbiani. «Ma ce ne sono troppi e sporcano»

Lamentele per la presenza numerosa dei pennuti. La Città: «Emesso un divieto di foraggiamento, ma bisogna imparare a conviverci. Non sono animali invasivi»
Locarno, il "buen retiro" dei gabbiani. «Ma ce ne sono troppi e sporcano»
Foto TiPress
Locarno, il "buen retiro" dei gabbiani. «Ma ce ne sono troppi e sporcano»
Lamentele per la presenza numerosa dei pennuti. La Città: «Emesso un divieto di foraggiamento, ma bisogna imparare a conviverci. Non sono animali invasivi»

LOCARNO - I turisti la amano, i gabbiani pure. Così tanto che a Locarno ci prendono casa. È una storia di gentili pennuti, lamentale e ordinanze comunali quella che da qualche tempo si sta librando nell'aria, per le strade e soprattutto sui tetti di una delle perle del lago Maggiore.

La città della pace, nonché capitale del cinema di agosto con uno dei più importanti festival europei, si trova adesso a dovere correre il "rischio" di passare alle cronache delle attrazioni anche per essere diventato il luogo prediletto di una folta colonia appartenente alla famosa specie di volatili.

Le lamentale non mancano. «Ce ne sono troppi e sporcano» rilevano alcuni residenti. «Conosciamo il tema» ammette da Palazzo Marcacci il Direttore della Divisione logistica e territorio della Città, Roberto Tulipani. Sa che la "pattuglia" si è fatta sempre più numerosa ma anche che è una problematica, se di problema si può davvero parlare, «che riguarda non solo Locarno. Il tema interessa anche il resto del Ticino da diversi anni, la presenza di gabbiani reali è una realtà in tutta la Svizzera» fa presente, spiegando che «il gabbiano è diventato un animale stanziale, quindi non migra, quindi è presente».

L'aumento degli esemplari "residenti" ha portato ad alcune rimostranze. Il direttore Tulipani conferma che anche «in passato abbiamo ricevuto alcune segnalazioni, soprattutto su edifici nel quartiere dei Saleggi, dove ci sono edifici abbastanza alti» e dove i gabbiani nidificano. Il Comune è corso ai ripari «dando delle indicazioni di come ci si può comportare per evitare appunto la nidificazione», che comunque «avviene indicativamente tra aprile e giugno, quando i gabbiani in effetti si sentono molto, essendo territoriali quando nidificano proteggono il loro nido. Altrimenti non è un animale invasivo e lo si vede solo volare. Direi che dobbiamo imparare a conviverci».

Gli spostamenti dell'uccello venuto dal mare (i primi gabbiani reali arrivarono in città quasi dieci anni fa) si è osservato che portano dai tetti dei palazzi più alti di Locarno «ai terreni della Maggia, dove trovano un terreno abbastanza idoneo per il foraggiamento» spiega ancora Tulipani, che aggiunge al suo argomentare anche il fatto che «la protezione bio ha fatto sì che siano aumentate le risorse trofiche per tanti animali». I gabbiani di Locarno però trovano il cibo anche sotto casa, grazie anche a coloro che - come per i piccioni - amano offrire parti o briciole delle loro vivande a questi animali.

«Per questo abbiamo adottato un'ordinanza di divieto di foraggiamento - sottolinea e ricorda Tulipani - perché questi animali in città sono presenti dove trovano appunto il cibo». L'avversione più totale e l'insofferenza acuta mostrata da coloro che vedono nel "gentil volatile" un ospite indesiderato (almeno in questa vicenda non si sono, per ora, ancora sentiti sovranisti echi di "prima i nostri"), hanno fatto venire a qualcuno - così viene riferito - la "brillante" idea di mettere dei bocconi avvelenati sui davanzali delle finestre, per procurare la morte ai gabbiani.

«Dare del cibo avvelenato è contrario alla legge - ammonisce il direttore - quindi la infrange. E anche per il rispetto dell'animale non si può assolutamente agire in questo modo». Ricordiamo che la Legge federale sulla protezione degli animali e il Codice penale prevedono sanzioni pesanti e addirittura la reclusione per chi infligge una morte violenta a un animale. Della vicenda dei gabbiani locarnesi è stata interessata anche la Vogelwarte (la Stazione ornitologica svizzera): ai loro esperti Tulipani e i suoi collaboratori hanno chiesto conferma circa l'efficacia ad esempio di alcuni noti dissuasori anti-gabbiano promossi su alcuni siti. La risposta non è stata per nulla confortante. «Queste misure non sono assolutamente efficaci, ci è stato detto» rivela il direttore della divisione. E che non si parli di ricorrere ad azioni di forza - come è accaduto in qualche caso fuori dai confini svizzeri, dove comunque vengono previste delle barriere fisiche anti-nidificazione sugli stabili - come l'asportazione di qualche uovo: Tulipani su questo punto è categorico. «Non rientra nelle competenze autonome del Comune questo genere di interventi, dovrebbero essere affrontati in concerto con le autorità cantonali».

Alla fine di tutta questa storia appare comunque chiara una cosa: come per tutti gli animali la questione può rappresentare un problema a livello sanitario, «soprattutto per le persone affette da condizioni di immunodeficienza, che hanno già problemi di salute» ammette Tulipani. «Quindi ovviamente il consiglio è di non entrare assolutamente in contatto con escrementi e cose del genere» suggerisce.

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