Funicolare verso Montebello: un'idea con radici trentennali

Nel 1998 si indagò sulla possibilità di realizzare un sistema di risalite meccanizzate verso i castelli superiori
BELLINZONA - Quella che all’inizio degli anni Duemila era stata liquidata come una delle «idee bislacche» dell’allora sindaco Brenno Martignoni Polti — un minimetrò o delle scale mobili per collegare il centro di Bellinzona ai castelli superiori — torna oggi improvvisamente d’attualità. Nel programma di valorizzazione della Fortezza, infatti, la Fase 2 (post 2030) prevede un collegamento su rotaia tra viale Stazione e Montebello: una funicolare a tutti gli effetti. Lo riferisce laRegione nella sua edizione odierna.
In realtà l’idea affonda le radici ancora più indietro, ai tempi dell'amministrazione guidata da Paolo Agustoni. Un documento del 1998, redatto dall’Ufficio della progettazione cantonale, ipotizzava già percorsi pedonali e meccanizzati verso Montebello e Sasso Corbaro, ispirandosi a esempi come Perugia e Barcellona. Per Montebello erano previste scale mobili in più rampe, con dislivelli progressivi tra i 50 e i 70 metri, fino a raggiungere le pendici dei castelli superiori. Il progetto non vide mai la luce, probabilmente anche a causa dei lavori in corso a Sasso Corbaro e dell’iscrizione della Fortezza nel Patrimonio mondiale Unesco nel 2000.
Oggi molte di quelle intuizioni riemergono. L’obiettivo resta facilitare l’accesso senza ricorrere all’auto, ma con un’ambizione in più: «Aumentare il numero di visitatori che si recano alla Fortezza, e non solo a Castelgrande», spiega il vicesindaco Fabio Käppeli. Per Montebello è previsto un sistema di risalita meccanizzato e un centro visitatori; per Sasso Corbaro il miglioramento dei percorsi pedonali, escludendo ormai l’ipotesi delle scale mobili, resa impraticabile dall’urbanizzazione.
Il fulcro dell’esperienza sarà il futuro “Parking Fortezza” al posteggio Tatti, porta d’ingresso all’intero sistema difensivo. Qui biglietteria, servizi e collegamenti dovranno sostenere l’obiettivo dichiarato: raggiungere 100-130mila visitatori annui con la Fase 1 e puntare ai 200mila con la Fase 2, trasformando l’accessibilità in leva culturale ed economica per l’intera città.



