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ALTA VALLEMAGGIAIl retroscena: Amherd a terra, non c'erano elicotteri liberi

10.07.24 - 12:37
La presidentessa della Confederazione era venuta in Ticino per vedere dal vivo i disastri in Lavizzara e Bavona. Non è stata accontentata.
Foto di Davide Giordano
Il retroscena: Amherd a terra, non c'erano elicotteri liberi
La presidentessa della Confederazione era venuta in Ticino per vedere dal vivo i disastri in Lavizzara e Bavona. Non è stata accontentata.

ALTA VALLEMAGGIA - Voleva vedere la catastrofe in Lavizzara e Bavona in prima persona. Ma Viola Amherd non ha potuto fare il giro in elicottero lunedì primo luglio quando si è recata al ponte di Visletto (Cevio) crollato in seguito al maltempo della notte tra il 29 e il 30 giugno. Assieme alla presidentessa della Confederazione è rimasto "a piedi" anche il presidente del Consiglio di Stato ticinese Christian Vitta. I motivi? Soprattutto burocratici, procedurali e organizzativi. 

Elicotteri tutti occupati – Da una parte le priorità dell'esercito, impegnato con gli elicotteri su vari fronti, non hanno permesso ai due politici di fare il giro di perlustrazione sopra la Bavona e la Lavizzara disastrate. Dall'altra lo Stato maggiore regionale di condotta avrebbe comunicato che in quel momento non c'erano a disposizione (altri) elicotteri liberi. La situazione ha destato imbarazzo tra i presenti e tra la popolazione.

Obiettivo mancato – Insomma, se la giornata aveva lo scopo di mostrare ai due politici la condizione pietosa in cui versava l'Alta Vallemaggia, l'obiettivo non è stato centrato. La stessa Amherd aveva dichiarato di essere venuta in Ticino per vedere con i propri occhi la catastrofe. Si è dovuta limitare a guardare il ponte di Visletto e qualche immagine su un tablet.

«Voli impegnati in altro» – Interpellato da tio.ch, Patrick Cruchon del Servizio comunicazione, media e prevenzione della Polizia cantonale contestualizza. «Per quanto riguarda i voli privati, confermiamo che erano già tutti impegnati nelle opere di aiuto alla popolazione e a opere di ripristino del territorio. Quello era il lunedì seguente i violenti temporali».

La reazione del vallerano: «Non siamo stati in grado» – Quel giorno a Cevio c'era anche il granconsigliere Fiorenzo Dadò. Uno che la Vallemaggia ce l'ha nel cuore. Chiamato in causa da tio.ch la sua reazione è seccata: «Per noi della valle era fondamentale la visita sul posto delle autorità politiche federali e cantonali. Avevamo qui la presidentessa Amherd e il presidente Vitta. Ci tenevano a vedere la catastrofe coi loro occhi. E noi non siamo stati in grado di mostrargliela».

«Ho mostrato le foto alla signora Amherd col telefonino» – Tutta la popolazione avrebbe voluto quel volo, anche i due sindaci colpiti. Dadò è indignato: «Mezzoretta si poteva trovare. Niente da fare. Alla fine sono stato io stesso col mio telefonino a mostrare qualche foto alla signora Amherd. Parlano di urgenze. Con tutto il rispetto per gli animali qualche ora più tardi hanno impiegato un elicottero per salvare un gatto in Bavona. E allora si poteva trovare il tempo anche per la presidentessa della Confederazione».

Morti e dispersi: la situazione
Cinque i morti accertati dopo la catastrofe. Ancora tre i dispersi. A mancare all'appello sono un giovane residente nelle Terre di Pedemonte che aveva trascorso la serata in Lavizzara, un uomo di Basilea Campagna che verosimilmente si trovava a Prato Sornico con la compagna e infine una donna locarnese che quella notte si trovava in Bavona col marito. Negli ultimi due casi citati i "coniugi" dei rispettivi dispersi sono già stati ritrovati, entrambi nel fiume nei pressi di Riveo, purtroppo deceduti.
Potrebbero esserci altri dispersi non ancora annunciati? «Al momento – spiega un portavoce dell'Ufficio stampa della Polizia cantonale – le persone disperse, in base agli avvisi di scomparsa formalizzati e alle verifiche effettuate, sono tre e da parte nostra non forniamo ulteriori dettagli fino al loro ritrovamento. Difficile dire se ve ne saranno altre. Questo tenendo conto della vocazione turistica della valle e della possibile presenza di turisti a noi sconosciuti e che non hanno quindi potuto essere censiti».

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