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SERRAVALLE«Mia nipote quella mattina era allegra, dal pomeriggio è calato il silenzio»

22.06.24 - 13:59
Parla la zia della ragazza scomparsa in Val Malvaglia sulla via verso l'Adula. È stata lei ad accompagnarla fino a 1.600 metri.
Ti-Press/ Polizia cantonale
«Mia nipote quella mattina era allegra, dal pomeriggio è calato il silenzio»
Parla la zia della ragazza scomparsa in Val Malvaglia sulla via verso l'Adula. È stata lei ad accompagnarla fino a 1.600 metri.

SERRAVALLE - «Erano le 8.30 di mattina quando siamo arrivate con la macchina alla fine di quella strada, al posteggio di Cusiè, a circa 1.600 metri di altitudine. Non ero mai stata lì». La testimonianza è di Hoang Van Pham, la zia di Chieu Vu Nguyen, 38enne statunitense scomparsa domenica 16 giugno mentre dalla Val Malvaglia cercava di raggiungere la capanna di Quarnei e in seguito l'Adula.

Disperazione – La donna, che vive a Gravesano, è scossa. È quasi passata una settimana da quando sua nipote è svanita nel nulla. «Adesso è in Ticino anche la mamma di Chieu, mia sorella. Anche lei è disperata. È chiaro che ora dopo ora la speranza si affievolisce. Però non vogliamo mollare adesso».

Arrivata in Ticino il 23 maggio – Chieu Vu Nguyen è nata a Sorengo il 27 settembre del 1985. Fino all'età di cinque anni ha abitato in Ticino. «Da tempo viveva in Giappone a Yamanashi, nei pressi di Tokyo. Da qualche mese aveva perso il suo lavoro nel ramo dell'informatica e aveva deciso di dedicarsi ai viaggi. È arrivata a Gravesano il 23 maggio. Ha trascorso qui qualche settimana per poi fare una parentesi in Germania da amici e rientrare da me il 15 giugno, il giorno prima della sua scomparsa».

L'accordo – Quella gita sull'Adula Chieu ce l'aveva in testa da tempo. «È stata lei a chiedermi di accompagnarla fino a un certo punto con l'auto – ricorda la zia –. Il suo intento era di ritornare a casa entro mezzanotte o magari fermarsi sulla capanna dell'Adula proprio. Io non sono esperta, non so se fosse fattibile. Eravamo però d'accordo che mi avrebbe fatto sapere qualcosa in tarda serata, attorno alle 23».

Notte terribile – Verso le 18 di domenica la zia manda un messaggio a Chieu. Senza ricevere risposta. Qualche ora più tardi, non ricevendo alcun cenno, decide di chiamarla. «Nulla. Il telefono non suonava. Mi sono preoccupata. A mezzanotte ho chiamato di nuovo. Invano. Fino all'alba. È stata una lunga notte di attesa. E così lunedì mattina ho chiamato la polizia». 

Appello – Cosa può essere accaduto a Chieu? La zia lancia un appello: «Se qualcuno nota anche un minimo indizio, ce lo faccia sapere. Siamo davvero in ansia». Poi la mente della zia torna a quella domenica mattina. «Mia nipote era così allegra. Aveva tanta voglia di fare cose belle quel giorno. Dal pomeriggio è calato il silenzio. Il 19 giugno sarebbe andata in Turchia per poi rientrare in Giappone. Ogni due o tre anni passava a trovarmi. Non posso credere che sia sparita così. Non smettiamo di cercarla».

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